Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione
sabato mattina, avendo il turno libero dal lavoro ed essendo una bella giornata di sole sono andato in centro e ho deciso di visitare il museo nazionale etrusco di piazza della Rocca che avevo già visto tanti anni fa.
Il museo è bellissimo così come i saloni della rocca Albornoz che lo accolgono, i percorsi di visita sono ben studiati e le disposizioni dei numerosi reperti molto ben presentate con spiegazioni chiare che abbracciano tutti i grandi siti archeologici del nostro territorio, culminando con con le sale degli scavi svedesi all’acqua rossa e la biga di castro.
I viterbesi possono andare fieri di questo museo che penso qualunque altra città vorrebbe avere.
Ma… c’è un però.
Nelle quasi due ore in cui ho potuto visitare accuratamente tutto il museo, sapete quante altre persone hanno visitato le grandi e moderne sale? Zero.
Ero e sono rimasto l’unico per tutto il tempo.
Quando sono uscito, seppure soddisfatto della visita, ho provando un profondo senso di sconforto.
Mi chiedo perciò, e chiedo al responsabile del turismo del comune, come sia possibile un simile disinteresse, come mai una simile perla non sia enfatizzata come dovrebbe e inserita in maniera efficace nei percorsi di visita della città, meritando lo stesso, se non maggiore interesse riservato al palazzo Papale e al quartiere medioevale.
Viterbo offre molti luoghi di interesse, ma la concorrenza di città d’arte molto più ricche di reperti artistici non permette che si trascuri nulla del nostro patrimonio e men che meno una struttura così importante come il museo nazionale etrusco.
Enrico Cesarini
