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Ponte Cahen, 500mila euro spazzati via dall’alluvione

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Il ponte Cahen

Il ponte Cahen

Riceviamo e pubblichiamo – E’ crollato il 12 novembre per la forza dell’acqua il ponte Cahen sul fiume Paglia.

Inaugurato lo scorso 2 settembre in pompa magna dalle autorità cittadine e umbre è costato allo comunità oltre 500mila euro, circa 7.400 euro al giorno. Per fare cosa? Nulla.

Infatti il ponte collegava le due rive del fiume ma non ci sono le strade di accesso con mezzi motorizzati, si può arrivare a malapena in mountain bike e a cavallo.

E’ stata una vergogna realizzarlo perché inutile e perché si sapeva che sarebbe stato distrutto visto che era già caduto sotto la forza della piena del fiume in passato ed è stato alzato di appena un metro.

Riproporre i progetti del marchese Cahen, che agli inizi del novecento aveva costruito il ponte per collegare le sue proprietà che si estendevano da una parte all’altra del fiume, è un affronto alla comunità locale, una scelta di cui i nostri amministratori locali e regionali dovranno rendere conto almeno politicamente.

Se volevamo avvicinare le due sponde del fiume per realizzare il parco interregionale avremmo avuto tempo da spendere in modo molto più produttivo, è dal 1986 che abbiamo iniziato a ragionare sul parco interregionale e per miopia politica di qualcuno non siamo mai riusciti a farlo non era certo il ponte Cahen che aiutava questo processo.

500mila euro adesso avrebbero fatto comodo agli orvietani per risollevarsi da quello che di tremendo è successo. 500mila euro è una cifra immensa che non può essere stata buttata in questo modo per l’incapacità di tecnici che dovrebbero conoscere la portata del fiume prima di costruire un ponte e che ora dovrebbero ripensare alle loro doti tecniche assolutamente insufficienti a gestire il patrimonio pubblico.

Purtroppo i problemi della comunità aquesiana in questo momento sono ben maggiori, c’è da ristabilire i collegamenti con la Toscana ma questa brutta pagina amministrativa non può essere cancellata.

E’ ora di finirla di utilizzare per la riserva naturale i finanziamenti pubblici senza che questi abbiano ricadute per lo sviluppo del territorio. E’ meglio non fare che buttare soldi a mare come è il caso di dire per il nostro ponte che è ritornato rudere come lo è stato per decenni: il Paglia ha deciso così ed in questo caso ha scelto bene.

Massimo Pelosi
Coordinatore comitato “Adesso per Matteo Renzi: ad Acquapendente ci siamo”


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