– Primarie Pd, a una settimana dal voto, già in duemila nella Tuscia si sono iscritti per scegliere il candidato premier tra i quattro in lizza e se a livello nazionale l’affluenza dovrebbe attestarsi attorno al 51% dei votanti, a Viterbo per Ugo Sposetti si andrà anche oltre.
Democratico ottimismo, stamani all’incontro con la portavoce di Perluigi Bersani Alessandra Moretti.
Il sostegno al segretario nazionale ha fatto nuovamente sedere allo stesso tavolo Sposetti e Andrea Egidi (la volta scorsa con Fioroni per Gasbarra). Perché stavolta anche gli altri due “big” Fioroni e Parroncini convergono tutti sulla stessa candidatura.
Una novità e una bella responsabilità, perché a Viterbo dovranno dimostrare di pesare. Ci sono altri tre contendenti, uno dei quali potrebbe essere particolarmente insidioso, Matteo Renzi.”Loro (Fioroni e Parroncini) – spiega Sposetti – è sufficiente che portino al voto tutti quelli che si sono espressi per Gasbarra, al resto penso io”.
Egidi coglie in lieve ritardo d’essere stato chiamato in causa. Pure lui fa parte degli altri. “Penso che Renzi abbia fatto la sua scelta, coraggiosa – prosegue Sposetti – magari si è messo con persone non giuste. Capita a tutti”. E guarda nuovamente verso Egidi.
“E’ l’ultima settimana – precisa Sposetti – e con il comitato pro Bersani siamo sereni e fiduciosi. Non era scontato e dovuto che le primarie per individuare il candidato premier si dovessero tenere. Lo statuto prevede che sia il segretario nazionale a doversi candidare.
Invece Bersani ha dato il via a un processo di grande apertura, con un campagna elettorale che ha destato interesse. Con qualche polemica, ma quella c’è sempre.
L’obiettivo è riavvicinare la gente alla buona politica. Il cammino è intrapreso anche se per completarlo serviranno dieci anni”.
Il 25 novembre si vota. “Ma il lavoro continua anche dopo – osserva Andrea Egidi – Bersani ha preso una decisione importante con le primarie, dopo che mesi prima ne aveva presa un’altra. Appoggiare il governo tecnico, quando se fossimo andati al voto anticipato avremmo vinto. Ma non avremmo fatto il bene per il paese”.
Le primarie già da ora sono una scelta vincente. “Dal 26% – precisa Alessandra Moretti – oggi ci attestiamo al 31%. Il Pd è l’unica formazione che cresce e il nostro confronto è percepito come tra persone vere e per bene.
Abbiamo appoggiato Monti, la decisione di Bersani è stata lungimirante perché occorreva dare credibilità all’Italia, anche se, lo abbiamo visto, la politica del rigore serviva, ma non è sufficiente.
Il primo obiettivo da perseguire è tenere unito il partito”.
Inevitabile un riferimento a Renzi. “La rottamazione non è nelle nostre corde – dice Alessandra Moretti – si fa già fatica a rottamare un oggetto cui magari teniamo, figurarsi le persone, che sono portatrici di storie.
Il rinnovamento è già in corso, i giovani ce ne sono, basti pensare alla segreteria formata tutta da under 40”.
Giuseppe Ferlicca



