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Ricercato va in questura per ritirare l’auto della fidanzata

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La Questura di Viterbo

La Questura di Viterbo

– Si presenta in Questura per ritirare la macchina sequestrata, ma finisce in carcere perché ricercato.

C.F.G., un 31enne di nazionalità rumena residente a Roma, si era presentato all’ufficio prevenzione e soccorso pubblico della Questura per la restituzione della sua auto, sequestrata alla sua fidanzata arrestata circa un mese fa nell’ambito di un’indagine per ricettazione, scaturita da alcuni furti commessi in una profumeria viterbese.

Gli accertamenti sulla macchina che usava la donna, intestata al fidanzato, avevano fatto emergere che la polizza di assicurazione contro la responsabilità civile del mezzo era falsa, anche se realizzata con fattezze praticamente uguali all’originale.

Nel presentarsi per consegnare la documentazione idonea al ritiro del veicolo, per il quale aveva peraltro pagato la relativa sanzione amministrativa attivando una nuova copertura assicurativa, il fidanzato della donna ha destato però dei sospetti agli agenti addetti al coordinamento delle volanti soprattutto a causa dei numerosi precedenti a suo carico, in particolare in materia di falso documentale.

I poliziotti hanno quindi messo in atto una serie di accertamenti specifici sull’identità dell’uomo, che era stato più volte denunciato e arrestato fornendo di volta in volta diverse generalità, dai quali è poi emerso, a suo carico, un mandato di cattura emesso dal gip presso il tribunale di Firenze per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento, emesso nel settembre del 2011 a nome di uno degli alias utilizzati dal 31enne, era scaturito nell’ambito di un’indagine condotta nel capoluogo toscano dopo un furto di contanti dagli sportelli bancomat di alcune province attraverso l’istallazione di congegni autoalimentati che carpivano i dati sensibili delle carte di credito e/o bancomat degli ignari utenti con la sostituzione, tra l’altro, delle tastiere degli sportelli con altre “taroccate”.

L’esecuzione dei rilievi dattiloscopici e il relativo riscontro al casellario centrale d’identità hanno quindi smascherato l’uomo che per quasi un anno era rimasto in libertà senza sapere del provvedimento a suo carico.

Per lui si sono aperte le porte del carcere di Viterbo dove sarà ascoltato dall’autorità giuidiziaria nei prossimi giorni. Il 31enne rischia una pena da uno a cinque anni di reclusione ai sensi dell’articolo 617 quinquies del codice penale, ed è stato anche denunciato per falso documentale in concorso, in relazione alla contraffazione della polizza assicurativa.


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