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Rubinetti chiusi per le Terme dei Papi?

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La seduta del consiglio comunale

(g.f.)- Rubinetti chiusi per le Terme dei Papi?

Con una delibera del cinque ottobre scorso, la giunta comunale rimanda al dirigente competente d’avviare le procedure per la decadenza della sub concessione Bullicame in favore della società Terme. Un bel problema. Se dovesse rimanere a secco, sarebbe la fine (il testo della delibera).

Il procedimento arriva dopo un’intimazione, sempre partita da palazzo dei Priori, con cui alla società veniva imposto di limitare a quattordici litri al secondo l’uso delle acque minerarie, salvo il ricorso, in caso d’inottemperanza, ad altri provvedimenti.

“C’è stata la denuncia da parte di un’associazione – ricorda il sindaco Giulio Marini – sull’uso delle acque, che ha fatto scattare accertamenti della magistratura”. Una vicenda delicata, approdata ieri in consiglio comunale.

“Ho preso visione della delibera datata cinque ottobre 2012 con la quale si rimanda al dirigente l’avvio di procedure per la decadenza della sub concessione – spiega Alvaro Ricci (Pd) – su temi simili sono due anni che sostengo come il Comune debba mettersi al centro nella distribuzione dell’acqua e favorire la città termale, salvaguardando le Terme dei Papi e dando spazio ad altre realtà, visto che abbiamo una capacità pari a ottanta litri al secondo.

Palazzo dei Priori deve affidare sub concessioni a chi ha progetti e investimenti per Viterbo”. Adesso invece è arrivato il più classico dei fulmini a ciel sereno.

“Lo andiamo dicendo da tempo – prosegue Ricci – e ora invece è arrivata prima la magistratura. Quando accade è sempre una sconfitta della politica e si complica tutto. Mi domando perché non si ascoltano le nostre sollecitazioni, che partendo dalla salvaguardia dell’impianto esistente, esempio d’eccellenza per come si fa termalismo, puntavano a valorizzare anche il resto, dalle Zitelle al Paliano, al Bacucco, dove tutta l’acqua finisce in un fosso, mentre esistono progetti di sviluppo.

Per non parlare delle ex terme Inps.

Ora si arriva al paradosso per il quale se si va a far decadere la sub concessione, si mette a repentaglio anche l’unica struttura esistente”.

Ricci ha chiesto di portare in commissione subito tutta la vicenda legata all’uso delle acque termali e cominciare da subito a discutere del rinnovo per la concessione alle Terme dei Papi, in scadenza nel 2013. Per non arrivare all’ultimo momento.

“Oggi tutto si fa più complicato – osserva Ricci – certo non per colpa di chi sta portando avanti accertamenti, ma di chi non ha preso nel tempo per mano la situazione. L’intimazione alla società Terme è datata 19 marzo 2012, siamo dovuti arrivare a ottobre”.

Giuseppe Ferlicca


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