– Ha schiaffeggiato un’assistente sociale e preso a calci i carabinieri.
Con queste accuse una donna di 39 anni è stata arrestata giovedì mattina dai carabinieri di Nepi.
A chiamare i militari, un’assistente sociale, che riferiva di essere stata aggredita dalla signora. All’arrivo dei carabinieri, la donna avrebbe iniziato a dare in escandescenze, sferrando calci e inveendo contro di loro.
“Alternava momenti di calma a scatti d’ira”, ha raccontato ieri mattina, in tribunale, uno dei militari intervenuti. La donna, portata in caserma a Civita Castellana, era diventata ingestibile: in pochi minuti ha cercato di compiere numerosi atti di autolesionismo, tanto da costringere i carabinieri ad accompagnarla al carcere di Civitavecchia.
“Volevano togliermi il figlio. Solo una madre sa come ci si può sentire”, ha spiegato confusamente la donna al processo per direttissima. Presente anche l’assistente sociale aggredita, che non ce l’ha fatta a seguire l’udienza senza intervenire. Di punto in bianco si è alzata e ha preso la parola. “Questa donna mi perseguita da due mesi – ha spiegato, rivolgendosi al giudice -. E’ l’ennesima aggressione che subisco. Prima di me, ieri mattina, si era scagliata anche contro un dipendente comunale. Abbiamo problemi: non riusciamo più a gestirla”.
La 39enne è disoccupata. I servizi sociali le hanno trovato lavoro per un mese in una cooperativa di Nepi. Il contratto scadrà il 5 dicembre. Fino a quel giorno l’arrestata e l’assistente sociale potrebbero avere molte altre occasioni per vedersi. E l’operatrice dei servizi sociali non vuole rischiare. “Se la prossima volta mi succede qualcosa che faccio?”. Il giudice Italo Ernesto Centaro, su richiesta del pm Fabrizio Tucci, ha applicato i domiciliari con divieto di avvicinamento all’assistente sociale.
Il processo, probabilmente con rito abbreviato, continua il 10 dicembre.
