(f.b.) – Scuola, la regione non ci chiuda nessun plesso. Il consiglio provinciale lo chiede alla Pisana votando con un solo astenuto un emendamento al dimensionamento scolastico che chiede il mantenimento di tutti gli istituti della Tuscia.
Il dimensionamento scolastico, che aveva già avuto parere favorevole della commissione competente presieduta dal consigliere Francesco Bigiotti, è stato discusso questa mattina.
“Nel redigere il documento – spiega l’assessore all’Istruzione Paolo Bianchini – abbiamo tenuto conto delle linee guida della Regione Lazio e di quanto emerso in seguito alla riunione del comitato tecnico al quale hanno partecipato anche rappresentanti dei sindacati, dei comuni interessati e delle scuole stesse”.
Particolare attenzione è stata garantita alle scuole dei comuni in zone di confine con l’Umbria o la Toscana. “Parliamo in particolare – continua l’assessore Bianchini – di Orte, Acquapendente e Tarquinia dove è molto diffuso il fenomeno della migrazione degli studenti verso le altre regioni. Mantenendo quindi attivi questi istituti puntiamo a riportare il maggior numero possibile di alunni dalle scuole umbre e toscane verso quelle della Tuscia”.
Per quanto riguarda il capoluogo, invece, si è deciso di mantenere sei plessi scolastici totali eliminando, quindi, il settimo ovvero il De Amicis per il quale si era anche ricorsi al Tar nei mesi scorsi. “Dopo un incontro con il comune di Viterbo – aggiunge Bianchini – è emerso che si preferiva lasciare attivi sei plessi invece di sette e così abbiamo fatto”.
Tra gli emendamenti proposti viene approvato quello che chiede alla Regione Lazio che venga assicurato il mantenimento di tutti i plessi evitando la soppressione di quelli che sono a rischio perché troppo piccoli o con pochissimi studenti.
“E’ il caso ad esempio – precisa l’assessore Bianchini – delle scuole di Gallese, Corchiano, Villa San Giovanni in Tuscia, Calcata e Barbarano Romano. Qui in alcuni casi i bambini non raggiungono nemmeno la metà di quelli necessari a mantenere aperte le classi. Si è comunque per quest’anno riusciti a mantenere gli istituti aperti”.
Ora, dunque, si attende il parere della Pisana che dovrà pronunciarsi per accordare il mantenimento dei plessi come richiesto dal consiglio provinciale oppure negarlo.
Non passa invece l’emendamento che riguarda il liceo di Civita Castellana. Per quest’ultimo era stato proposto di applicare una divisione della scuola in due poli: quello liceale, che avrebbe compreso anche il liceo linguistico e scientifico di Nepi, e quello tecnico professionale. La proposta ha avuto il parere favorevole soltanto dei consiglieri del Pdl, ma non quella di quelli del Pd. La situazione delle scuole civitoniche, quindi, non subirà alcuna variazione.

