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Troppa burocrazia per riconsegnare una casa Ater

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Un'immagine di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Si parla tanto dei problemi legati alle occupazioni abusive delle case popolari, ma quanto è successo alla sottoscritta ha dell’inverosimile.

Mia nonna, residente in una casa Ater di Viterbo in via Bruno Buozzi, è deceduta alcune settimane fa. La sottoscritta si è presentata presso l’Ater di Viterbo per consegnare le chiavi dell’immobile occupato momentaneamente da mia figlia per evitare l’occupazione abusiva di estranei e per liberare l’alloggio di mobilio è stata costretta a subire un rifiuto da parte della persona addetta dell’Ater, in quanto prima di riprenderlo in consegna l’immobile doveva essere verificato da un geometra dell’ente, tramite appuntamento e la responsabilità di quanto potrebbe accadere nel frattempo, sarebbe della sottoscritta, non tenendo conto del fatto che alla sottoscritta è stata inviata una lettera che chiedeva di riconsegnare le chiavi entro il 9 novembre.

Personalmente trovo quest’eccesso di burocrazia veramente inverosimile, soprattutto in un momento particolare e a fronte del fatto che la maggior parte degli assegnatari che non hanno più diritto, invece di riconsegnare gli immobili li fanno occupare da persone che non hanno nessun diritto.

Trovo disdicevole che invece di favorire chi si comporta in maniera civile e corretta si applichino norme veramente farraginose che mettono in difficoltà gli onesti.

Chiedo alla direzione dell’ente che intervenga per semplificare una norma e quanto accaduto alla sottoscritta non si debba più ripetere ad altri assegnatari che si comportano in maniera corretta.

Io penso che con un po’ di buon senso da parte di tutti si potrebbe modificare un comportamento sbagliato da parte di cittadini che non rispettano le regole.

Fiduciosa che quanto accaduto alla sottoscritta possa non più avvenir porgo distinti saluti.

Roberta De Angelis


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