– Un matrimonio che nessuno voleva, ma l’unione tra Viterbo e Rieti ci sarà. Di fatto.
Ieri il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto taglia province di fatto ha pubblicato le carte. Primo effetto: da gennaio 2013 salta la giunta del presidente Marcello Meroi. Via gli assessori.
Poi a novembre 2013 si vota per il nuovo organismo e nel 2014 il nuovo ente sarà a regime. Sempre che il calendario sarà rispettato.
Intanto Rieti e Viterbo si uniscono, ma sarà un matrimonio a distanza, divisi più che uniti da un territorio e da collegamenti a dir poco impervi.
Il presidente Meroi è un fiume in piena per un decreto che reputa: “Ridicolo, scritto in modo indecente – osserva – e privo di significato”. Una volta eletti i nuovi consiglieri, si dovranno incontrare a Viterbo. Buon viaggio ai reatini.
“Il provvedimento è stato preso da persone che non conoscono minimamente il territorio e non hanno la più pallida idea di come funzioni un ente locale – prosegue Meroi – con i collegamenti che abbiamo, vorrà dire che c’incontreremo a metà strada. Hanno soppresso pure la provincia di Terni, i consigli li faremo lì. Mi auguro che una volta arrivato in Parlamento ci si rimetta mano, evitando danni ulteriori”.
Meroi comunque rimane presidente. “Sì. Fino a novembre 2013 con le stesse funzioni, poi fino al successivo gennaio con ruolo da commissario”. Non avrà più i suoi assessori. “E’ assurdo concentrare su una persona i compiti svolti da sette – sostiene Meroi – non so come si potranno gestire le competenze”.
Ai cittadini interesserà sapere per loro cosa cambia. “Fino a novembre 2013 niente, se non cambiamenti in peggio per effetto delle nuove norme. Il decreto prevede che si possano nominare tre consiglieri delegati al posto degli assessori, ma non hanno potere esecutivo. E’ un pasticcio, con un’approssimazione assurda”.
In questi mesi Meroi con altri colleghi ha avuto occasione di girare per ministeri. “Ho sentito avanzare proposte – rivela il presidente – che manco a uno studente al primo anno di giurisprudenza sarebbero mai venute in mente. Poi a qualcosa hanno posto rimedio. Ma il punto vero è un altro. Il decreto non riforma nulla, rimanda tutto di un anno, ma permette a chi l’ha approvato di poter mettere una bandierina”.
Lo fanno per risparmiare. “Il trasferimento delle competenze avrà costi elevati, forse non hanno fatto molto bene i conti”.
A novembre 2013 ci saranno le elezioni, di secondo grado. “Il nuovo organismo sarà nominato dai consiglieri comunali, ma le elezioni di secondo grado sono vietate dalla Costituzione, la riformiamo?”
Conseguenze esterne, ma anche interne. “Su scelte importanti va considerato il territorio che è doppio. Su ambiente, trasporti, adesso c’è anche Rieti”. Il bello sarà capire come procedere. “Con il presidente Melilli ci siamo sentiti – precisa Meroi – la prossima settimana c’incontreremo”.
Per le prime valutazioni. “Di un provvedimento fatto da persone che solo perché sono tecnici diciamo che sono bravi? Questi non sanno nulla e non conoscono nulla, non faccio una valutazione politica, ma tecnica. Di provvedimenti ne ho letti, sono stato in Parlamento e poi anche per il lavoro che svolgo.
Una cosa simile non mi era mai capitata”.
Giuseppe Ferlicca
