Riceviamo e pubblichiamo – Egregi signori, conscio del momento e dell’evoluzione storica della crisi della Unopiù, azienda fiore all’occhiello del paese di Soriano nel Cimino, vi rinnovo la mia volontà di impegno, così come dell’intera amministrazione comunale, nell’individuare insieme una soluzione che possa evitare il ridimensionamento dell’organico aziendale con il licenziamento collettivo intimato.
Parliamo, difatti, di una realtà sociale che con il proprio marchio rappresenta la Tuscia nel mondo, con un enorme potenziale umano e professionale capace in circa trent’anni di esperienza di condurla sino al riconoscimento di azienda leader dell’arredo da esterno.
I dipendenti, che hanno sempre percepito e vissuto l’azienda non solo come luogo di lavoro, motivati da un “senso di appartenenza e di orgoglio” inalterato nel tempo, hanno in passato gioito dell’alta immagine raggiunta dall’azienda, sapendo di aver contribuito con la loro dedizione e competenza a rendere Unopiù una vera e propria filosofia del “vivere l’esterno”; anche in questo momento stanno dimostrando un maturo senso di appartenenza e soprattutto di sacrificio.
La mia personale convinzione è che un piano di rilancio di medio termine, fortificato dalla ritrovata volontà della proprietà di credere nelle potenzialità dell’azienda di Soriano nel Cimino, possa riconfermare la Unopiù ai migliori livelli degli anni passati.
La Unopiù è una risorsa preziosa del territorio, come anche esplicitato dal presidente della Provincia, e noi tutti, istituzioni e proprietà, siamo chiamati a colmare la distanza creatasi negli ultimi giorni durante le trattative tra l’azienda ed i lavoratori.
Va posto il dovuto accento sulla responsabilità sociale che scaturirebbe dalla riduzione dell’organico dell’azienda, così come sarebbe grave l’inevitabile e conseguente negativo impatto sull’indotto economico dell’intera provincia.
Cerchiamo assieme di attuare delle iniziative a tutela dell’azienda e del personale in essa impiegato.
L’amministrazione si rende pertanto disponibile a individuare con la proprietà l’opportuno intervento che possa bilanciare le strategie economiche / finanziarie di sopravvivenza e rilancio dell’azienda, mantenendo un congruo stato occupazionale.
Fabio Menicacci

