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(e.s.) – Non si allontana lo spettro della mobilità per lavoratori della Unopiù.
Ieri si è tenuto un consiglio comunale aperto nei locali dell’azienda, che ha avviato un procedimento di mobilità che coinvolge 74 dipendenti su un totale di 176.
“L’azienda ha scelto la linea dura – ha commentato il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci -. Ha interrotto la trattativa, e secondo me anche in modo brusco.
Di fatto – ha aggiunto il sindaco – è stata rifiutata ogni proposta che è stata avanzata. Per ora possiamo constatare solo un irrigidimento da parte dell’azienda. Ma è chiaro a tutti che questa non è una strada percorribile. Se si va avanti così, si chiude”.
Intanto per martedì prossimo è stato chiesto al prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero un altro incontro; un tavolo al quale torneranno a sedersi i rappresentanti sindacali dei lavoratori, l’azienda e le istituzioni.
A partire da lunedì 19 i lavoratori sciopereranno per almeno due ore.
“L’azienda ha rotto ogni trattativa – ha detto il consigliere comunale Devid Centofanti (Prc) -. I manager escludono il patto di solidarietà, e la cassa integrazione. Insomma l’unica prospettiva che vedono è quella della mobilità. I dipendenti erano disposti a togliere ore e soldi dallo loro stipendio purché tutti continuassero a lavorare. Ora non rimane loro altra scelta che scioperare. L’azienda non accetta nessun compromesso”.
Presenti, per esprimere la propria solidarietà e sostegno ai lavoratori e all’amministrazione, anche i sindaci dei Comuni vicini: Nicola Olivieri di Vitorchiano, Alessandro Romoli di Bassano in Teverina, Antonio Porri di Vasanello e Giuseppe Pagliaccia di Lubriano.
In rappresentanza del Comune di Viterbo era presente il vicesindaco Luigi Maria Buzzi; per la Provincia l’assessore allo Sviluppo economico e Attività produttive, Franco Simeone.





