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– 17342 + 18 alle urne. Fa un po’ ridere ma è proprio così: nella Tuscia potranno andare alle urne delle primarie del centrosinistra 17.360 persone. Evidentemente al soviet supremo provinciale della Tuscia piacciono i numeri tondi, tondi. 17342 sono i cittadini che hanno votato al primo turno. 18 i nuovi registrati.
Ma al di là delle polemichette, oggi sarà il grande giorno e allora non si può evitare una appello al voto. Anche se, dopo quello di Margherita Hack, tutti gli appelli sono in tono minore, ovviamente. A proposito speriamo che qualcuno della stampa bersaniana ci faccia sapere cosa accadrà quando andrà al seggio.
Questa volta l’occasione c’è stata data per dire addio all’Italia imbalsamata di Bersani, D’Alema, Sposetti, Bindi, Fioroni, Casini… Si tratta solo di scegliere tra l’usato insicuro di Bersani, che ci ha portato, insieme a Berlusconi, al baratro, e una società più libera e con un minimo di speranza.
A chi ha votato Bersani e gli altri al primo turno va chiesto un gesto di sovranità e razionalità.
Va chiesto di scegliere per un paese che torni a dare occasioni ai nostri figli, rispetto a un paese che pensa solo ai privilegi della casta.
Un paese che torni ad avere una dinamica sociale che permetta a tutti di poter esprimere le proprie potenzialità, rispetto a un paese ingessato. Un paese che rispetti i diritti di tutti laicamente e non sia sotto il ricatto similreligioso dell’Udc. Un paese fatto di opportunità e non di burocrazia. Un paese laico e liberale e non fasciocattocomunista. Un paese che torni alla speranza per tutti e non rimanga in mano alle caste e ai figli delle caste. Un paese dove si possa fare impresa e non sovietico.
Insomma fate un po’ voi, ma una cosa è certa il terrore che sì è visto domenica scorsa sul volto della Bindi e della indecente Berlinguer, su Rai3 al solo pensiero di una vittoria di Renzi, non può non far capire quale sia la posta in gioco.
Le caste sono in guerra contro di noi. Vogliono ancora una volta costringerci a vivere come sudditi. Votare Renzi vuol dire ridare speranza al paese e dare un primo colpo all’Italia dei privilegi. Vuol dire scuotere dalle fondamenta questo paese nato da radici totalitarie.
Vuol dire, una volta tanto, scegliere di vivere da cittadini liberi. Come se il nostro fosse un paese in cui vige lo stato di diritto, la democrazia.
Miyamoto Musashi

