(s.m.) – Appalti truccati, rigettati i ricorsi.
Restano dove sono gli arrestati di Genio e sregolatezza.
Il tribunale del Riesame ha respinto i ricorsi contro l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Viterbo, nell’ambito dell’inchiesta appaltopoli.
13 gli indagati finiti in manette o ai domiciliari. Tutti accusati, a vario titolo, di aver pilotato una serie di appalti (almeno 26), presumibilmente spartiti tra un gruppo di imprenditori viterbesi, con l’aiuto di due funzionari del Genio civile.
Dopo l’udienza di lunedì, i giudici avevano preso tempo. Il tribunale della libertà doveva pronunciarsi su un primo gruppo di arrestati: l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni e gli imprenditori Giuliano Bilancini, Roberto Tomassetti, Angelo Anselmi, Marcello Rossi, Fabrizio Giraldo e Luca Amedeo Girotti.
I giudici hanno rigettato tutti i ricorsi, eccetto quello dell’imprenditore Bilancini. In pratica, nulla cambia: Tomassetti, Giraldo e Girotti restano in cella e Bilancini ai domiciliari. Per quest’ultimo, il Riesame ha riconosciuto che le esigenze cautelari erano attenuate, rispetto agli altri, ma non ha revocato gli arresti.
Diversa la questione Anselmi e Rossi. I due imprenditori sono tornati in libertà subito dopo l’interrogatorio di garanzia. Il Riesame ha, quindi, dichiarato i loro ricorsi inammissibili.
Domani l’udienza per i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, il sindaco di Graffignano Adriano Santori e gli imprenditori di Celleno padre e figlia Gianfranco e Daniela Chiavarino.
