(s.m.) – Sotto torchio l’avvocato Luigi Todaro.
E’ comparso due giorni fa davanti ai pm di appaltopoli. E’ tutto quello che si sa dell’interrogatorio di Luigi Todaro.
L’avvocato è indagato per turbativa d’asta nel secondo filone dell’inchiesta sugli appalti truccati. E’ il fronte più caldo e sommerso del maxi fascicolo, in cui spiccano nomi come quelli dell’imprenditore Amedeo Orsolini e del dirigente del Comune di Roma Armando Balducci.
Sui contenuti dell’interrogatorio di Todaro nulla trapela. Gli inquirenti hanno imposto il riserbo più totale. Il verbale con le dichiarazioni dell’avvocato è secretato.
Todaro, già implicato in una turbativa d’asta nel processo Cev, avrebbe fatto da intermediario tra gli imprenditori interessati ad alcuni appalti. Uno è quello per la zona pip di Sant’Antonio, bandito dal Comune di Vallerano. Importo: un milione e 779mila euro circa. Gli altri riguardano il raccordo Teverina-Cassia Sud, il parcheggio di Valle Faul a Viterbo (valore: 549mila 820 euro) e la zona artigianale di Grotte Santo Stefano (valore: 166mila 405 euro circa). Tutte gare predestinate, secondo gli inquirenti, all’azienda di Gianfranco e Daniela Chiavarino.
Gli imprenditori padre e figlia sono finiti in manette in entrambi i blitz della forestale “Genio e sregolatezza”, avvenuti a un mese di distanza l’uno dall’altro (23 ottobre e 23 novembre). Todaro, invece, è indagato a piede libero, così come gli altri due tirati in ballo nell’appalto di Vallerano: l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Rapiti e il consigliere di maggioranza Giuseppe Paesani.
Nel frattempo, gli arrestati del filone portante dell’inchiesta sono in attesa della decisione del gip sulle istanze di scarcerazione. Secondo indiscrezioni, i pareri dei pm sarebbero tutti negativi tranne uno: quello sul sindaco Adriano Santori, passato da Mammagialla agli arresti domiciliari.
