– Sette in carcere, due ai domiciliari, tre liberi e un obbligo di firma.
E’ quel che resta di Genio e sregolatezza, la maxi indagine della procura di Viterbo sugli appalti truccati. Il gip Franca Marinelli ha rimesso in libertà quattro arrestati su tredici, concedendo i domiciliari agli imprenditori Giuliano Bilancini e Daniela Chiavarino.
Che l’imprenditrice di Celleno sarebbe uscita dal penitenziario di Civitavecchia era nell’aria. Mercoledì pomeriggio ha parlato per sei ore coi pm titolari dell’inchiesta sugli appalti truccati. Un interrogatorio fiume che le ha spianato la strada alla revoca della custodia cautelare in carcere. Solo per lei, secondo indiscrezioni, i magistrati Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma avevano dato parere positivo alla scarcerazione. Ma il gip è stato più buono. E oltre alla Chiavarino, ha concesso i domiciliari anche a Giuliano Bilancini. Il “tredicesimo uomo”. L’unico arrestato solo una volta nell’ambito di appaltopoli, contrariamente agli altri dodici.
C’è anche chi è uscito senza dire una parola ai magistrati. Come gli imprenditori Marcello Rossi e Stefano Nicolai. Angelo Anselmi, invece, è stato il primo a parlare. E ha parlato anche al secondo interrogatorio di garanzia, ribadendo che esistevano due cordate di imprenditori che si spartivano gli appalti della provincia.
Restano in carcere, invece, i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, il sindaco di Graffignano Adriano Santori e gli imprenditori Gianfranco Chiavarino, Fabrizio Giraldo, Roberto Tomassetti e Luca Amedeo Girotti. Il gip avrebbe revocato i domiciliari anche all’assessore Luciano Cardoni, sottoponendolo, però, all’obbligo di firma.
Ai difensori delusi non resta che il tribunale del Riesame. Gli avvocati dei sette rimasti in carcere si sono affrettati a depositare i ricorsi. Al Riesame sarà discussa anche la posizione di Giuliano Bilancini, per il quale la difesa vuole ottenere la completa liberazione. Rinuncia al ricorso Marcello Rossi. Ancora da valutare quello di Anselmi.


