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Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato acqua potabile facendo seguito alla lettera già inviata il 4 dicembre 2012 torna a chiedere la ferma opposizione delle istituzioni in indirizzo allo schema di decreto interministeriale che propone l’introduzione di alcune modifiche al decreto legislativo 31/2001 relativamente ai requisiti di potabilità (notification number 2012/0534/I – C50A, title “Schema di decreto interministeriale per l’introduzione, nell’allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro “Microcistina-LR” e relativo valore di parametro”), presentato alla commissione europea, da parte del governo italiano.
Tale schema di decreto è stato contrastato dall’associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International society of doctors for the environment – Italia) con la presentazione alla commissione europea di un documento di osservazioni in opposizione e chiedendo sia rigettato e revocato per palese illegittimità, in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, e per palese inammissibilità in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.
Stessa opposizione è stata effettuata numerose associazioni ambientaliste Accademia Kronos, Comitato acqua potabile, Aics, Forum dei movimenti dell’acqua ecc, da parlamentari con interrogazioni urgenti, fra le prime quella dell’europarlamentare Rinaldi e dei deputati italiani Gino Bucchino, Anna Margherita Miotto, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Matteo Beltrandi, Rita Bernardini, Matteo Mecacci, Elisabetta Zamparutti, Argentin, Bossa, Burtone, D’Incecco, Grassi, Lenzi, Murer, Pedoto, Sarubbi, Sbrollini, Livia Turco, consiglieri regionali, con la richiesta d’intervento del gruppo europeo del Partito Socialista Europeo, con la richiesta di Bonelli d’intervento del gruppo europeo dei Verdi e in ultimo con la decisione all’unanimità della commissione Affari Sociali della Camera dei deputati richiedente il suo ritiro.
La risoluzione contro la modifica della legge 31/2001 proposta dai deputati Pd Gino Bucchino e Anna Margherita, sottolinea come “sono da tempo documentate le croniche difficoltà del nostro Paese ad assicurare una potabilizzazione efficace, sicura e costante delle acque che presentano queste criticità e la mancanza di un reale e diffuso sistema di sorveglianza, allarme e gestione di questi fenomeni: valga ad esempio il caso del lago di Vico, affetto da tempo da un gravissimo processo di eutrofizzazione e da sempre più frequenti e massicce fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto anche alga rossa, capace di produrre una microcistina cancerogena, non termolabile e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna lacustre, classificata dalla Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) come cancerogeno di classe 2 b”. Ma anche del lago di Bolsena che si avvia a divenire come Vico. A chi giova questo decreto? Non certo ai cittadini ma a coloro che intendono continuare ad avvelenare impunemente le acque dei laghi in particolare del lago di Vico.
Nonostante la vittoria in Parlamento, occorre che le amministrazioni locali condannino l’operato del governo e dei suoi consiglieri dell’istituto superiore di sanità. La commissione ambiente dell’Unione europea non ha ancora discusso tale proposta e il governo, nonostante tutte le opposizioni, non l’ha ancora ritirata ciò significa che vorrebbero ancora farci bere acqua avvelenata non solo dall’arsenico, ma anche da altre sostanze cancerogene quali la microcistina dell’alga rossa.
Cosa aspettano le amministrazioni locali a far sentire la loro opposizione? Quali sono i motivi veri del loro silenzio?
Se lo schema di decreto interministeriale citato, infatti, divenisse legge, la presenza nelle acque destinate a consumo umano di cianobatteri e microcistine verrebbe assurdamente dichiarata lecita, con le tragiche conseguenze a tutti evidenti.
Occorre quindi una vera e propria mobilitazione per bloccare tale iniziativa. E’ una proposta contro legge. Il decreto 31/2001 che recepiva la direttiva europea del 98 non può essere modificato in peggio a danno della salute dei cittadini.
Crediamo sia necessario opporsi in tutti i modi all’approvazione di questo decreto ed invitiamo per questo le istituzioni a farlo urgentemente con atti e documenti precisi.
Comitato acqua potabile
