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Buonanotte ai suonatori…

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Il comune di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – L’assessore alla cultura fa sapere che la scuola musicale di Viterbo aprirà ad anno nuovo e che l’anno scolastico non sarà compromesso. Tutto a posto, dunque.

Poco importa che per anni i docenti abbiano chiesto che la scuola potesse essere davvero seguita nel suo doveroso percorso di crescita che, a fronte del fatto che a Viterbo l’amministrazione a suo tempo, non ha voluto il conservatorio di musica statale, (lo posso ben testimoniare, poiché ero nel comitato di amministrazione della scuola circa trent’anni fa come rappresentante degli studenti, quando in quella sede venne deciso che la scuola musicale sarebbe dovuta essere più ad alto livello di un semplice conservatorio statale, che è sottoposto alle graduatorie nazionali, in cui non emerge il reale merito dei docenti), non ha permesso che in questi anni gli studenti di musica di Viterbo potessero prendere il loro titolo di studio in sede, e non dover andare come perfetti sconosciuti presso i conservatori delle altre ”fortunate” località italiane . Nella nostra nazione, paesi come Monopoli, Vibo Valentia, ed altri ancora più piccoli, hanno il conservatorio.

Viterbo “città d’arte”, no. I problemi che abbiamo avuto da allora, sono legati al fatto che la scuola è stata considerata per anni come serbatoio dei voti per le elezioni amministrative locali per politici rampanti senza arte né parte, e quindi ha subito le problematiche di una gestione spesso inadeguata, sottoposta alle spasmodiche ambizioni personali dei cosiddetti coordinatori artistici che avrebbero dovuto fungere da inter-relatori tra le questioni didattico-pedagogiche e l’ambito organizzativo legato alla politica dell’amministrazione comunale, e che, comunque, negli ultimi anni hanno avuto un potere di interazione praticamente nullo in questo senso, nelle questioni della gestione ordinaria.

Quindi, anche se nell’anno scolastico 2011/2012 la scuola e l’amministrazione Marini sono riusciti ad attivare i corsi pre-accademici con relativi esami in sede in collaborazione con il conservatorio dell’Aquila, passo che si sperava precedesse di poco un riconoscimento da parte del ministero dell’istruzione per poter conseguire il diploma di laurea di primo livello, progetto al quale si lavora da anni all’interno del corpo docente che tiene le relazioni con il suddetto ministero, avendo la scuola un curriculum di tutto rispetto, poiché ha formato musicisti con competenze riconosciute ovunque essi vadano a svolgere la loro professione, in seguito all’ultima crisi politica dell’amministrazione comunale, il dirigente del settore cultura ha aperto i bandi di concorso per gli insegnanti, in linea con le indicazioni ministeriali che riguardano i lavoratori a contratto nell’ambito delle amministrazioni comunali, rifiutando tutte le possibili proposte per trovare soluzioni alternative.

Insegno nella scuola dal 1989, alcuni colleghi sono lì da più di trent’anni (di onorato servizio, come si dice in questi casi, con i compensi rimasti fermi a più di vent’anni fa), ed oltre al disagio di non avere questa modesta entrata economica per un incarico che ho sempre voluto mantenere, anche se avrei potuto orientare altrimenti le mie risorse personali, in virtù del fatto che ho sempre creduto che Viterbo meritasse la sua scuola pubblica di musica, civica che fosse, essendo quelli nell’ambito della formazione e della cultura i veri investimenti che il pubblico deve compiere, assieme a tutto ciò che viene reputato indispensabile, in una società definita come tale, in cui ognuno mette al servizio del prossimo le proprie competenze, abilità, risorse per il bene comune, in uno scambio reciproco, perché tale la società e la comunità “dovrebbe” essere, provo dentro di me rabbia ed amarezza.

Incontro i genitori e gli allievi della scuola che fino a pochi mesi fa condividevano i problemi, ma anche l’entusiasmo dei progressi nel percorso musicale, frutto dell’impegno di tante energie consonanti, della gioia degli incontri tra ragazzi che spendono il loro tempo nella ricerca di se stessi e nell’intento di esprimere ogni volta il meglio di sé, ai quali insegno e cerco di testimoniare con i miei colleghi che l’Arte è il “Fare le cose con amore” (abbiamo avuto i complimenti per la preparazione dei nostri allievi dai colleghi che sono venuti nelle nostre commissioni dal conservatorio dell’Aquila) e ci scambiamo sguardi sconsolati e tristi.

Molti ragazzi dicono, nonostante i genitori abbiano mandato le iscrizioni per giusto principio, di non voler più continuare..

Qualcuno di questa amministrazione ha una pallida idea di che cosa voglia dire “programmazione didattica annuale”?

Come faranno i ragazzi a sostenere gli esami nelle sessioni estive ed autunnali?

Che fine farà la scuola musicale comunale ora che le iniziative private sono state le uniche avvantaggiate da tali decisioni?

Dopo tanti anni dobbiamo solo dire: “giovani, scappate da Viterbo che è la morte civile, altro che città più felice d’Italia”?

Finalmente dopo anni e anni di battaglie abbiamo ottenuto l’apertura della scuola media a indirizzo musicale e del liceo musicale a Viterbo; non per tale motivo bisognava infierire sulla scuola comunale, che anzi proprio ora deve raggiungere l’obbiettivo dell’adeguamento al livello universitario, oltre a continuare ad essere fucina di artisti e polo della cultura musicale nella Tuscia.

Lancio a questo proposito un appello all’omonima università!

Signore e signori, la cultura non è promuovere seratine radical-chic con mire intellettuali, sfruttando il volontariato a favore delle eventuali ascese politiche dei nuovi furbetti…

Maria Antonella Bellavia


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