![]() Salvatore Carai |
Riceviamo e pubblichiamo – Io e la mia amministrazione abbiamo lavorato dieci anni per ottenere tutti i permessi per poter aprire la farmacia comunale, perché è un servizio sanitario dovuto alla comunità che garantisce oltretutto la libera concorrenza in un mercato che altrimenti sarebbe un monopolio dell’interesse privato.
La farmacia fornisce un’informazione indipendente e non consumista sul corretto uso dei farmaci e, visto il bilancio di 700mila euro, può liberare anche risorse economiche che potrebbero essere reinvestite nel sociale.
La scelta di venderla è solamente un sintomo del totale disinteresse dei nuovi amministratori verso i bisogni reali dei cittadini, e denota un’evidente mancanza di capacità nel saper reperire i fondi di cui l’ente necessita.
Visto che con le nuove leggi deve essere cambiato l’ordinamento della società che gestisce la farmacia, si potrebbe inserire il bene nella pianta organica del Comune, o in alternativa nella fondazione solidarietà e cultura, vendere tutto a mio avviso è un’indecente leggerezza di cui i cittadini sicuramente risentiranno. A chi conviene togliere dal mercato la farmacia comunale? Non certo ai cittadini.
Salvatore Carai
Consigliere di minoranza del Comune di Montalto di Castro
