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Che fine ha fatto la variante di Grotte Santo Stefano?

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Francesco Guancini

Francesco Guancini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta all’assessore provincia Santucci – Dopo mesi di polemiche sulla realizzazione della variante che avrebbe dovuto portare il traffico pesante all’esterno del centro abitato di Grotte Santo Stefano.

Dopo che il sottoscritto aveva dichiarato che, per colpa di una sciagurata gestione del problema da parte dell’amministrazione provinciale di centrosinistra, nulla era stato fatto in quattro anni per appaltare i lavori, malgrado finanziamenti da parte della Regione, studi e progetti approvati.

Dopo che lei aveva dato atto al sottoscritto di aver usato parole esatte nel criticare l’operato della passata amministrazione.

Dopo che lei ha assicurato ai cittadini grottani di convocare un incontro pubblico con la popolazione per ascoltare suggerimenti e trovare insieme la giusta soluzione, unitamente al consigliere Bruno Capitoni.

Dopo un’assemblea pubblica da lei organizzata nei locali della proloco il giorno 28 dicembre scorso, esattamente un anno fa, alla presenza di ben trenta persone, a dimostrazione di quanto poca stima i grottani abbiano delle sue promesse circa la risoluzione dell’annoso problema.

Dopo che in detta assemblea, alla presenza del consigliere Capitoni, della dirigente ai Lavori pubblici e del tecnico responsabile del procedimento, è stato presentato un progetto che prevedeva un nuovo tracciato che dalla Valle del Tevere raggiungeva la Teverina, attraverso Graffignano, i bivi delle frazioni di Roccalvecce e Sant’Angelo fino a Celleno.

Dopo le promesse fatte in quella assemblea che si sarebbero effettuati i lavori di sistemazione della parte interna a Grotte Santo Stefano (via Calabria-via degli Oliveti-via del Gioco) con i soldi messi in bilancio dalla passata amministrazione (circa 800mila euro) entro sei mesi.

Dopo le promesse, sempre fatte in quell’assemblea, che per la realizzazione del nuovo tracciato sarebbero stati utilizzati i fondi stanziati dalla Regione Lazio (circa due milioni di euro) e che i lavori sarebbero stati appaltati entro un anno.

Sono a chiederle cosa è stato fatto, perché tutto è bloccato, perché nulla è stato deliberato, perché non è stata effettuata alcuna progettazione e preventivo sul nuovo tracciato, e soprattutto che fine hanno fatto gli stanziamenti già deliberati ed ancora in essere.

Sarebbe opportuno e più corretto convocare una nuova assemblea pubblica per chiedere scusa ai grottani delle promesse non mantenute, per dimostrare quella onestà politica ed intellettuale che ha avuto il sottoscritto nel giudicare l’amministrazione di centro-sinistra che non è stata peggiore di quella da lei rappresentata.

Mi creda, assessore, non è questa la strada per andare in Paradiso, né quella per candidarsi a sindaco della città di Viterbo.

Francesco Guancini
Consigliere comunale Pd


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