(g.f.) – Commissariato pure l’Udc comunale.
Prima politiche e regionali, poi le comunali. Per l’Udc pensare alle amministrative nel capoluogo è troppo presto. A Viterbo ci penseranno dal 26 febbraio.
A frenare facili entusiasmi e presunte intese – si era parlato di un possibile accordo con il Pd – è il commissario Nedo Poli, che nel frattempo ha “accorpato” alla segreteria provinciale anche quella comunale. Commissariata, con relativo segretario Maurizio Tofani.
“Accordi per le amministrative non ci sono stati e non ce ne sono – spiega Poli – stiamo lavorando a scadenze più importanti, delle comunali tratteremo più avanti, visto che con tutta probabilità si andrà al voto tra aprile e maggio.
Non ci sono trattative, non ci sono intese da quando sono io commissario. Forse ci sono stati contatti prima che io arrivassi, ma ora più nulla”.
La linea di demarcazione è segnata. “Ho provveduto ad accorpare il comunale – prosegue Poli – per evitare sovrapposizioni, non per togliere una persona. Puntiamo a un partito unito.
Il capoluogo fa parte della provincia, così gestiamo meglio la situazione, con il gruppo di lavoro di cui comunque i segretari provinciale e comunale, i loro vice e il presidente fanno parte”.
Non è personale, ma alla fine una persona tagliata fuori c’è, ed è Tofani.
“L’Udc deve avere una linea per tutto il territorio, non tanti interlocutori, evitiamo doppioni. E’ evidente che se è stato deciso il commissariamento, a partire dal provinciale, è perché alcune situazioni interne non erano più gestibili. L’auspicio è superare le incomprensioni e dopo le elezioni rifare un congresso”.
Per il comune di Viterbo Poli ribadisce: c’è tempo. “Finora nessun accordo, né a destra né a sinistra. Ne discutiamo dopo il 26 febbraio”.
Si rischia d’arrivare tardi rispetto a una possibile intesa con il centrosinistra, auspicata da una larga parte di consiglieri Udc, visto che a fine gennaio ci saranno le primarie per scegliere il candidato sindaco.
“A queste condizioni – conclude il commissario – è impossibile pensare a un’alleanza. Se scelgono prima un candidato, è di sicuro il loro, non il nostro.
La convergenza su un nome si fa insieme, se c’è già chi fa le primarie, vuol dire che si sente autonomo”.
Giuseppe Ferlicca
