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Concorso insegnanti tra monopsonio, logica e informatica

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Riceviamo e pubblichiamo – Sono anch’io alle prese con il famigerato “concorsone” per gli insegnanti ma per la mia condizione di precario piuttosto anomalo posso permettermi di sottrarre qualche minuto alla concentrazione che la preparazione al test preselettivo comunque richiederebbe.

La mia anomalia sta nel fatto che ho già partecipato ormai trent’anni fa a quattro concorsi ordinari per quattro diverse discipline d’insegnamento risultando in tutti vincitore di cattedra: altri tempi, ero fresco di studi e con le sinapsi più performanti (come direbbero i tecnici del Ministero che hanno redatto il test attuale!).

Poi, qualche anno fa, dopo un servizio di ruolo di oltre vent’anni nei licei, mi sono licenziato dalla scuola per dedicarmi ad altre esperienze di impegno politico e di lavoro in piena libertà.

Non ho però mai abbandonato la passione per l’attività d’insegnamento e di ricerca, che attualmente sono tornato a svolgere in altri contesti formativi (Università, agenzie di educazione non formale).

Ho deciso di partecipare di nuovo al concorso, oltre che per motivi professionali, anche per curiosità e per il gusto che ho sempre avuto di mettermi in gioco. Così ho dedicato qualche ora a prendere confidenza con i test della prova preselettiva.

Non ho avuto il tempo di affrontare tutti i quesiti ma ho avuto comunque il modo di farmi un’idea di quali prerequisiti ci si proporrebbe di vagliare: capacità logico-matematiche, competenze linguistiche, conoscenze informatiche. In una modalità che è quella tipica delle prove strutturate: una modalità resa ormai quasi necessaria dall’alto numero di partecipanti ad ogni concorso e comunque utile per valutare con oggettività alcune tipologie di abilità, soprattutto quelle caratteristiche del pensiero convergente.

Non ci sarebbe niente da dire: ad un insegnante serve anche la capacità di ragionare secondo uno schema prestabilito individuando sequenze ordinate, nessi logici e ripetizioni.

Il problema, come spesso accade, è di misura e di senso del limite. Sapendo che queste prove non ci danno alcuna indicazione – anzi possono risultare penalizzanti – per valutare altre competenze altrettanto significative per la funzione docente (creatività, attitudine critica, empatìa, capacità espressive etc.) si sarebbero dovute evitare astruserie nozionistiche (come il significato di termini quali: monopsonio, godet, echidna etc.) o si sarebbe dovuto dosare diversamente il grado di difficoltà dei test dei singoli ambiti (logico-matematico, linguistico, informatico) per evitare troppo marcati squilibri e per non contraddire il proposito di accertare prerequisiti di livello generale.

Soprattutto – e qui vengo al motivo che mi ha spinto a scrivere – si sarebbe dovuto assolutamente evitare errori o ambiguità nei quesiti che, data la loro caratteristica di “rompicapo”(nel senso di Kuhn: la certezza che una soluzione esatta debba comunque esserci e sia quella del paradigma ministeriale), possono risultare particolarmente stressanti e demoralizzanti per chi non riesce a venirne fuori.

Tuttavia, poiché comprendo che l’errore può essere sempre in agguato (anche al ministero), ho apprezzato che fosse previsto un canale di comunicazione per segnalare dubbi sulla correttezza delle risposte richieste o sulla chiarezza nella formulazione dei quesiti in modo da poter richiedere un controllo e magari ricevere un feedback.

Poiché mi è capitato di imbattermi personalmente in un quesito logico-matematico in cui la risposta indicata come corretta mi sembra invece errata (forse perché c’è un’ambiguità nella formulazione), ho provato ad accedere al servizio dedicato alle segnalazioni.

Mi è apparsa una pagina con questa dicitura:

Oggetto non trovato!

L’Url richiesto non esiste su questo server. Il link della pagina da cui sei arrivato potrebbe essere errato o non essere più valido. Per favore, informa dell’errore l’autore della pagina. Se pensi che questo sia un errore del server, per favore contatta il webmaster.

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Non tutto il male viene per nuocere: ho potuto corroborare in exemplum la padronanza di una serie di concetti fondamentali dell’ambito delle conoscenze informatiche e affronterò la prova con maggiore serenità!

Luciano Dottarelli


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