Riceviamo e pubblichiamo – Cari concittadini e concittadine
ci siamo trovati spesso, in questa a sala del consiglio a esaltare le doti del nostro paese che ha tante ricchezze, fatte di storia, monumenti, opere d’arte, di patrimoni naturali. Eppure, c’è qualcosa che va oltre, una ricchezza più preziosa della quale non ci rendiamo conto. A questo proposito, vorrei citarvi poche parole del Presidente Barack Obama “Quello che rende eccezionale un Paese è credere che il nostro destino è condiviso, che questo Paese funziona solo se accettiamo di avere l’obbligo ognuno nei confronti dell’altro, e verso le generazioni future”.
Questo ci fa capire che la vera ricchezza è negli uomini, quelli forti come l’ulivo e la vite della nostra campagna, capaci di curare con l’amore e con il lavoro, anno dopo anno, ogni campo, con la buona come con la cattiva stagione. Tutto passa attraverso la presa di coscienza di una responsabilità individuale: “cosa faccio”, “come mi comporto” che è allo stesso tempo una responsabilità collettiva: “che Paese lasceremo a chi verrà domani?”
La nostra legittimazione, di amministratori e di funzionari della cosa pubblica, nasce solo da questo senso di responsabilità. Noi abbiamo l’occasione, abbiamo l’opportunità di mostrarci responsabili. Non è un onere, come molti pensano. Si tratta di una fortuna. La parte politica ha ricevuto dagli elettori l’opportunità di tracciare le linee guida della vita civile, economica, culturale di questo paese. La parte amministrativa ha la fortuna, in tempi di ristrettezze e disumanizzazione del lavoro, di poter offrire un’opera che se ben svolta crea le condizioni per una qualità della vita più alta. La legittimazione della politica potrà rinascere nel nostro Paese solo dal confronto sulle risposte da dare ai problemi delle persone, e se saprà porre la vita dell’uomo al centro dei propri pensieri e delle proprie azioni.
La politica, che scrivo su questo foglio con la “p” maiuscola, non può derogare alla propria funzione, non può lasciarsi tradire da tecnicismi o infingimenti demagogici. Il potere appartiene al popolo, lo dice la nostra Costituzione, e noi siamo lo strumento di quel potere sovrano. Noi rappresentiamo il diritto e il dovere, più dei tecnocrati che pretendono di governare senza legittimazione. Ma, e lo ripeto ancora, la nostra legittimazione è la responsabilità. Senza di essa, il passo verso il baratro dell’egoismo, della furberia, della disonestà è breve. Stiamo ben attenti tutti a condurre con ordine i nostri cammini di amministratori lontano da quel baratro. Lo stesso atteggiamento è lecito attendersi dai nostri concittadini.
E’ indispensabile una partecipazione che non inizi e finisca con il voto, ma che si prefigga un percorso definito e che viva d’impegno, cura, testimonianza, rispetto, osservanza, vigilanza. Proprio quella “Cittadinanza attiva” che si prefiggeva la Comunità Europea, quella Comunità Europea che ci ha fatto sognare… e che non si è realizzata. Abbiamo sognato l’Europa Unita, nello spirito infuso dai padri fondatori: Adenauer, De Gasperi, Schuman, Bech, Monnet, Spaak, Spinelli, una Unione Europea realizzata nella vera unione politica, una vera unione economica, di bilancio e bancaria, una unione Europea capace di superare egoismi e particolarismi. Ci troviamo oggi un’Europa censoria, arrogante, monopolizzata da pochi e lontanissima nella percezione collettiva. Ma cosa sarebbe la vita senza più sogni? È per questo che continueremo a sognare … l’Europa Unita, e con essa la giustizia sociale, il lavoro per i giovani e gli adulti, la sanità per tutti.
Questo è il nostro pensiero, il mio e quello dell’amministrazione comunale, racchiude in se il desiderio e la speranza, la voglia di riscatto, la voglia di un futuro nuovo, fondato sulla collaborazione e sulla lealtà. Ci accingiamo ad affrontare un 2013 difficile, inutile nascondercelo. Sarà ancora un anno duro, ancora in salita, che richiederà tagli, aggiustamenti, cambiamenti a tutti i livelli. Nessuno è dispensato dal rimettersi in gioco, da qualsiasi ruolo, posizione e condizione, per poter dire, quando questo brutto periodo sarà solo un ricordo, e con orgoglio: io c’ero. Portate dunque questo senso di lealtà, generosità e orgoglio con voi fuori dalle mura del comune, portatelo alle vostre famiglie e ai vostri cari. E pensate sempre che quando farete quanto oggi vi richiedo, nei giorni e nei mesi a venire, porterete su di voi anche la gratitudine e il supporto di quelli la cui vita avrete resa migliore con il vostro impegno e il vostro amore.
Vi auguro con tutto il cuore un buon Natale e un felice anno nuovo!
Sandrino Aquilani
Sindaco di Vetralla
