![]() Luciano Dottarelli |
Riceviamo e pubblichiamo – L’esito della “corsa” alla presentazione delle candidature, con lo spostamento di Fioroni al sud e la limitata fioritura di candidature indipendenti dalle aree organizzate, conferma tutte le preoccupazioni che avevo evidenziato alla vigilia di queste primarie.
I tempi così stretti e le modalità organizzative non favoriscono l’attivazione di quella vera e grande partecipazione popolare di cui il partito democratico avrebbe bisogno in questo momento, per dare voce al malcontento che esiste nella base e tra la gente comune verso la politica in genere e verso il tatticismo esasperato dei gruppi dirigenti, che possono sempre mettersi d’accordo sui nomi, senza badare troppo ai contenuti che essi esprimono.
Durante la fase di raccolta delle firme ho toccato con mano quanto sia forte questo sentimento che viene spesso sommariamente etichettato come “antipolitica”.
Esso è invece – almeno in uomini e donne a cui riconosco la voglia di partecipare, l’impegno disinteressato e la passione per la giustizia – il desiderio di una politica più alta, fatta di valori e di vicinanza ai problemi del territorio e delle persone.
Li ringrazio tutti: la mia decisione di partecipare, fuori dagli schemi precostituiti e rivolgendomi a tutto il popolo delle primarie, è dedicata a loro.
Questa battaglia politica, prima ancora che per vincere, la combatto per dare voce a questo sentimento di smarrimento e di impotenza che c’è tra la gente, per spingerla ad evitare la rassegnazione.
Nei pochi giorni che abbiamo davanti invito tutti a dare il proprio contributo con lo stesso spirito libero ed aperto, dando vita ad una vera e propria mobilitazione civica per risvegliare quelle energie consapevoli e vitali di cui il partito democratico, la Tuscia e l’Italia hanno bisogno.
Luciano Dottarelli
