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Egidi “confessa”: Solo 18 gli ammessi al voto

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Andrea Egidi (Pd)

Il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi

(g.f.) – I numeri esatti li conoscono soltanto i tre componenti del comitato Pd, Bianchi, Capaldi e Filosa, ma nella Tuscia dovrebbero essere 630 le persone che non avendo partecipato al primo turno, hanno chiesto di votare al ballottaggio delle primarie.

Di questi, solo 18 in tutta la provincia sono stati ammessi, una cifra inferiore persino al numeri d’elettori che ha consegnato di persona alla segreteria provinciale la richiesta (tutti gli altri online).

Perché le regole “parlano chiaro”: dopo tre settimane di tempo per registrarsi, con la possibilità di farlo anche domenica scorsa, solo chi ha una valida giustificazione è ammesso. Tutti gli altri, fuori. A Viterbo, la gran parte.

Chi si è giustificato scrivendo per ragioni personali o non meglio specificate di salute è stato inesorabilmente escluso, così come chi ha motivato il non voto nell’impossibilità di recarsi al seggio domenica 25 novembre. Dal Pd fanno notare che ci sono stati 20 giorni per iscriversi. Respinti pure in questo caso.

Insomma, anche nella Tuscia lo scontro tra chi vorrebbe aprire le porte dei seggi (Renzi) e chi le chiude in virtù di regole prestabilite (Bersani), domani rischia d’esplodere. Anche perché, chi si è iscritto al sito domanivoto.it ha ricevuto una mail in cui si spiega come abbia tutti i diritti per recarsi a votare. Facile immaginare che qualcuno lo farà, seppure non appartenga al ristretto numero d’ammessi ufficiali. Sopratutto a Viterbo, dove Renzi al primo turno ha avuto la meglio.

“Qualcuno verrà – prevede il segretario provinciale Andrea Egidi – ci siamo organizzati, ai seggi c’è gente comunque preparata e con esperienza. Io dico che chi non ha ricevuto una risposta dal comitato, è inutile che si presenti. Cerchiamo di non alzare troppo il livello del dibattito”.

Il rischio di rovinare la festa è alto. “Credo che la giornata del 25 novembre e quella di domani saranno nel complesso un grande successo per la politica e per la democrazia – osserva Egidi – per questo non comprendo l’agitazione e la confusione attorno alle primarie.

Abbiamo davanti a noi un percorso che continua, con le primarie anche per scegliere il candidato sindaco, sia a Roma che a Viterbo, magari nello stesso giorno a fine gennaio. E’ l’indicazione anche del segretario regionale Gasbarra.

Da domenica sera saremo dentro una fase nuova rispetto alle scorse settimane”.

Il 10 e 11 febbraio poi si vota per la regione. “La legge elettorale non ci obbliga a fare primarie perché con le preferenze gli elettori già scelgono. Lavoro unitario nel Pd semmai dev’essere per far eleggere il consigliere regionale della Tuscia, in particolare se il numero del consiglio scende a cinquanta.

Non dobbiamo dividerci o estremizzare la conta”. Se ne riparla domenica sera.

Giuseppe Ferlicca


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