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Gabriela Annesi resta in cella

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La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

Operazione Genio e sregolatezza, la perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

La forestale al lavoro

– Resta in cella Gabriela Annesi.

La funzionaria del Genio civile di Viterbo non si muove dal penitenziario femminile di Civitavecchia. Per ora.

Il gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata due giorni fa dal suo avvocato Samuele De Santis.

All’impiegata dell’ufficio gare, arrestata nell’inchiesta sugli appalti truccati, resta il tribunale del Riesame. Il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare, che l’ha spedita in carcere due volte in un mese, è pronto: la Annesi aspetta solo di comparire davanti ai giudici romani, che potranno confermare, alleggerire o annullare la misura. L’udienza per lei non è ancora fissata. Potrebbe tenersi il 14 o il 17.

Proprio il Riesame, il mese scorso, azzerò il primo arresto di Annesi e degli altri di appaltopoli: dodici persone, tra imprenditori, amministratori e funzionari finiti in manette per corruzione e turbativa d’asta. Con l’accusa di essersi equamente spartiti gli appalti della provincia.

La procura li mise dentro e il Riesame fuori. Poi ancora dentro, sempre su richiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, che ai dodici vecchi nomi aggiunsero quello di un tredicesimo imprenditore.

Il rischio è di ripetere un copione già scritto: la nuova ordinanza ricalca in pieno le richieste dei pm. Proprio come la vecchia, annullata perché ritenuta un “copia-incolla”. Un cavillo che, per le difese, potrebbe essere, anche stavolta, un’ancora di salvezza, fermo restando l’impianto accusatorio che, anche a detta del Riesame, rimaneva più che solido.

La procura spinge sulle concrete possibilità di inquinare le prove e ripetere i reati. Annesi, in particolare, ha chiesto di essere destinata ad altri incarichi, ma il timore dei pm è che possa “compiere reati della medesima indole”, perché, insieme al collega Roberto Lanzi, è “l’unica in grado di gestire procedure a evidenza pubblica per conto del Genio civile di Viterbo”.

La difesa della funzionaria ritiene di avere buoni margini. Gli indagati gettano la croce più su Lanzi, additato come punto di riferimento irrinunciabile per gli imprenditori a caccia di appalti. Alcuni hanno detto di non sapere neppure chi fosse Gabriela Annesi. Come a suggerire che il ruolo giocato dall’impiegata,  nel sistema di spartizione delle gare, fosse più da comprimaria che da protagonista. Certo è che era comunque molto vicina ai personaggi-chiave del presunto sodalizio.


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