![]() Sandro Mancinelli |
![]() Francesco Serra |
– “Ha vinto Bersani, anche se…”.
Per Sandro Mancinelli e Francesco Serra del comitato per Renzi è innegabile la vittoria del segretario nazionale del Pd. Ma innegabile è anche il fatto che una parte consistente del partito vuole cambiare (Risultati: il confronto tra primo turno e ballottaggio).
Non solo in Italia. Soprattutto a Viterbo dove, in controtendenza nazionale, Matteo Renzi ha confermato la sua vittoria anche al ballottaggio. La classe dirigente del Pd è avvisata.
“Ci abbiamo provato – dice Mancinelli -, Renzi ha fatto una bella corsa. Certo – ammette -, saremmo stati più contenti di vincere per realizzare fino in fondo questo cambiamento. Rispettiamo il risultato di Bersani e lavoreremo per il centrosinistra. Sarà difficile, però, arrestare il rinnovamento che Renzi ha posto all’ordine del giorno”.
Per Mancinelli il Pd deve mettere da parte certe strutture ormai superate. Un’esigenza avvertita non solo dai seguaci di Renzi ma dalla metà del partito. “Il Pd dovrà probabilmente ritornare all’idea originale di un partito aperto dinamico, affrontando con un approccio innovativo i problemi del paese. Deve perdere il taglio conservatore”.
Solo una la strada da intraprendere. “Mi chiedo come questo pezzo di mondo che Renzi ha saputo coagulare, raccogliere e canalizzare possa riconciliarsi con il fatto che il 99 per cento del partito in termini di apparato e dirigenti stavano da un altro parte. E’ un problema, e se il Pd vuole avere un futuro deve ricomporsi”.
Nel capoluogo, il sindaco di Firenze ha confermato il successo. “A Viterbo Renzi ha vinto – afferma Mancinelli -. Vuol dire che qui la richiesta di cambiamento è ancora più forte e marcata e indirizzata verso il gruppo dirigente. Il partito deve essere meno rigido, autoreferenziale e centrato sulla logica delle componenti e correnti. Deve aprirsi e rendersi dinamico e permeabile alla realtà. Lo chiede l’elettorato”.
Renzi ha detto che si metterà da parte pur continuando a militare nel partito. A Viterbo cosa succederà? “La battaglia di Renzi era una battaglia di contenuti e innovazione. Le idee non si annullano ed è nell’interesse di tutti che continuino a maturare. Si sono manifestate energie nuove che devono continuare a crescere. Nel processo delle primarie c’è un mondo nuovo che si è affacciato”.
Le polemiche sulle regole che hanno preceduto il ballottaggio sono già accantonate. Anche se rimane l’amaro per aver intaccato un processo di partecipazione che, per Mancinelli, doveva invece essere favorito. “Non voglio recriminare il fatto che 600 persone non sono state fatte votare, ma lo ritengo un errore. La loro preferenza non avrebbe cambiato il risultato ma non si sbatte la porta in faccia a persone che volevano semplicemente prendere parte a questo processo. Le primarie hanno funzionato perché erano competitive, perché c’era Renzi. Se le avessero fatte Bersani e Vendola non avrebbero avuto lo stesso significato”.
La partecipazione è stata in qualche modo limitata. “Quando la partecipazione raggiunge il culmine non si può ridurre. E’ passato un messaggio sbagliato. Ci batteremo ma non per recriminare qualcosa, anche perché Bersani ha vinto e non si discute. Chiederemo però che il partito abbia un approccio diverso“.
Soprattutto per le amministrative, in cui le primarie saranno la priorità. “Non si può affrontare la questione con la logica degli incontri a tavolino. O si coinvolge la gente e tutti quelli che vogliono contribuire al cambiamento o non se ne esce. Il candidato sindaco deve essere scelto così. Spero il partito si decida a fissarle al più presto. Per le alleanze si vedrà, c’è tempo”.
D’accordo con Mancinelli anche Francesco Serra. “E’ confermata la vittoria di Bersani che non credo porterà a una modifica generale nella politica – dice il consigliere comunale -. Il segretario terrà conto che una parte consistente del centrosinistra ha votato per Renzi spinta dall’esigenza di cambiare. O almeno me lo auguro”.
A Viterbo, con la vittoria di Renzi, la richiesta di cambiamento è ancora più sentita. Un messaggio alla classe dirigente? “Ognuno la può leggere come vuole, ma il fatto che il dato sia in controtendenza rispetto al resto dei risultati deve fare pensare. Renzi, tra i punti del suo programma, sostiene il cambiamento della classe dirigente. Se a Viterbo ha vinto credo qualcuno debba rifletterci sopra. Una riflessione che naturalmente va fatta con il sorriso”.
In vista delle scadenze elettorali, Serra conferma l’impegno della parte del Pd che ha sostenuto Renzi. “Ci faremo sentire come abbiamo sempre fatto. Rimaniamo nel partito pur volendone uno nuovo. Non è utile far nascere un partito al mese e io sono per un bipolarismo di fatto. Si lotta, ci si compatta e ognuno porta avanti le sue idee ma sempre nell’ambito del Partito democratico”.
I cambiamenti saranno inevitabili. “Le elezioni porteranno delle novità. Non può che essere così. Noi, dal canto nostro resteremo nell’ambito del processo democratico”.
Sono tante le persone che hanno contribuito a successo del sindaco di Firenze nella provincia e a Viterbo. E’ ancora presto però per dire se ci sarà un candidato renziano alle primarie per il candidato sindaco. ” Non lo so e non penso. Bisogna ragionarci un po’ e vedere come si svolgerà l’iter per arrivarci. Adesso mi sembra prematuro fare delle previsioni. Io avevo dato la mia disponibilità, poi se ci saranno delle persone più valide di me, si metteranno in campo. Il mio però era più un modo per forzare la mano sulle primarie e smuovere una situazione ossidata e cementata”.
Paola Pierdomenico

