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In millecinquecento contro “la scuola dei padroni”

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La protesta degli studenti

La protesta degli studenti

La protesta degli studenti
La protesta degli studenti
La protesta degli studenti

(g.f.) – Ce l’hanno con il premier Mario Monti, con il ministro Francesco Profumo, ma anche con la di lui consorte che ha ricevuto qualche insulto (fotocronaca).

In millecinquecento stamani sono scesi in piazza per difendere la scuola e il diritto allo studio.

Sono gli studenti della Tuscia che hanno sfilato in corteo da piazza della Rocca, poi  via Matteotti, passando per corso Italia, sono arrivati a piazza del Plebiscito.

Non se ne vedevano così tanti da diverso tempo e se ne sono accorti in molti, anche le forze dell’ordine, sul posto per controllare la situazione.

Lungo il tragitto, nel centro di Viterbo, i bersagli preferiti dai ragazzi sono il ministro all’Istruzione Profumo, superato nei cori soltanto da Monti.

Al corso diverse soste e ogni volta che la massa di ragazzi si ferma, è tutto bloccato, cercare di superare o attraversare la strada diventa un’impresa, fino al momento in cui il fiume di gente non è arrivato a piazza del Plebiscito, sotto le finestre della prefettura.

Sotto le finestre, ma non di fronte. Alla casa del governo hanno preferito quella dei sindaco. Una volta entrati nella piazza tutti gli studenti di sono rivolti verso palazzo dei Priori, sede del comune. Magari Giulio Marini potrà fare da portavoce.

Un corteo inclusivo, sottolineato dal grido ripetuto più volte: “Siamo tutti quanti studenti”. Reclamano attenzione per la scuola, per se stessi, ma anche per chi ormai non è più in età scolastica. L’istruzione è un tema che tocca tutto il paese.

Tagli alla scuola pubblica, legge di stabilità, disegno di legge Aprea con il quale si rischia l’eliminazione dei testi unici della scuola, al centro dei cori da parte dei ragazzi.

“La scuola non si compra”, “AAA annunci. Svendesi istruzione, per info chiamate Profumo”, “Contro la scuola dei padroni. 10 100 1000 occupazioni” gli slogan che hanno campeggiato sugli striscioni portati dagli studenti.

Uno slogan quello contro la “scuola dei padroni” che riecheggia addirittura quelli della battaglia di Valle Giulia a Roma il 1 marzo 1968.

Gli studenti non si sono fermati nemmeno sotto la pioggia che una volta arrivati a piazza del Plebiscito è iniziata a cadere.


La nota del coordinamento studenti in protesta

Questa mattina, mercoledì 5 Dicembre, gli studenti di tutti gli istituti superiori statali di Viterbo e Provincia sono scesi in piazza in un corteo unitario svolto interamente senza simboli di appartenenza ad associazioni studentesche o politiche, per manifestare contro il ddl Aprea e i tagli alla scuola pubblica previsti dalla legge di stabilità.

Il corteo formato da circa 1500 studenti è iniziato a Piazza della Rocca e si è concluso con un’assemblea spontanea a Piazza del Plebiscito. La manifestazione, che ha coronato le ultime settimane di occupazione e di autogestione degli istituti, ha portato in piazza la protesta studentesca e la voce dei ragazzi che, al grido di “noi la crisi non la paghiamo”, hanno denunciato ancora una volta il disagio loro e della scuola pubblica nel suo complesso.

Il corteo apartitico e studentesco è stato pacifico e coeso grazie alla collaborazione di tutti.

Coordinamento studenti in protesta

 


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