![]() Luigia Melaragni, segretaria provinciale Cna |
Riceviamo e pubblichiamo – La crisi incide pesantemente sugli acquisti natalizi.
E perfino quanti ritengono che la cattiva situazione economica influenzi poco le scelte individuali, hanno deciso di spendere non più dell’anno scorso o addirittura di meno. Ma ai prodotti alimentari tradizionalmente associati alle festività di fine anno sembra che gli italiani non vogliano rinunciare.
Con un occhio costante al portafoglio, scegliendo generalmente prodotti meno costosi, senza tuttavia modificare le abitudini.
A monitorare l’atteggiamento dei consumatori nello shopping di Natale, è stato l’Ipsos per conto della Cna nazionale. Nell’indagine condotta su un campione rappresentativo, l’attenzione si è concentrata su tre categorie: alimentari, prodotti per la persona, articoli per la casa.
Nessun dubbio: gli acquisti degli italiani sono orientati, in prevalenza, verso l’alimentare. Per festeggiare, insomma, sulla tavola non possono mancare panettoni e pandori, seguiti, nell’ordine, da cioccolato, formaggi e salumi, vini e spumanti. Si riduce lo spazio, invece, per gli articoli per la persona.
E va ancora peggio per ciò che riguarda gli articoli per la casa: il 53 per cento degli interpellati spenderà meno dell’anno scorso in queste merceologie, con punte del 59 per cento nell’arredamento. Si risparmia anche sulle decorazioni natalizie, acquistate solo da un quarto dei rispondenti.
Quando la ricerca punta a conoscere se, globalmente, la crisi incida o meno sulle spese degli italiani, tre quarti degli interpellati sono pessimisti. Per la precisione, il 39 per cento di quanti hanno partecipato al sondaggio ritiene che la crisi incida “molto” e il 36 per cento “abbastanza”, con “poco” al 17 per cento, “niente” appena al 6 per cento e un 2 per cento di indecisi.
E’ interessante conoscere il comportamento nella scelta tra regalo artigianale e regalo industriale. Gli italiani apprezzano i prodotti artigianali perché sono pregiati, originali e fatti in Italia, ma, ancora una volta, il costo fa la differenza. E’ vero che il 16 per cento degli interpellati acquisterà più prodotti artigianali che nel 2011, comunque prevarranno quelli di origine industriale.
Il perché è presto detto: il 57 per cento li sceglie per il prezzo minore, mentre un distanziato 26 per cento per la facile reperibilità, specialmente nella grande distribuzione.
Nel dettaglio, i prodotti artigianali spopolano tra quanti prediligono gli acquisti alimentari, con un picco dell’80 tra i fan della pasticceria, seguiti da quanti amano la pasta fresca e si deliziano con formaggi e salumi. Buone punte per gli acquisti, dice l’Ipsos, anche nelle creazioni artistiche. Predominano, viceversa, i prodotti dell’industria negli articoli per la persona e per la casa, con il 92 per cento tra i giocattoli e l’80 nel tessile.
“L’indagine – osserva Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia – ci conferma l’andamento che stiamo registrando anche a livello locale. La contrazione dei consumi è pesante e, per ciò che riguarda l’artigianato, si riflette soprattutto sull’arredamento e sull’oggettistica per la casa.
Bisogna dire che, tenendo conto delle difficoltà delle famiglie, molti artigiani, per esempio nei settori artistici, nella ceramica come nelle creazioni orafe, hanno cercato di studiare nuovi prodotti a prezzi più contenuti, senza però abbassare gli standard qualitativi. Le imprese, insomma, tendono una mano al consumatore. Tireremo le somme dopo le feste insieme con gli operatori, pronti a studiare e a proporre forme di promozione ancora più mirate.
Perché il prodotto artigiano, sia artistico che alimentare, è espressione di qualità, la sua unicità costituisce una risorsa per l’economia del territorio”.
Fa riflettere la parte del sondaggio Ipsos relativa agli acquisti natalizi on line. Gli italiani continuano a nutrire, al riguardo, una decisa diffidenza, senza (o quasi) differenze di età. L’82 per cento degli interpellati ha assicurato di non comprare mai o quasi mai via internet e anche nella fascia tra i 18 e i 34 anni la quota degli scettici è pari al 70 per cento. Il motivo? Non vedono fisicamente il prodotto e non si fidano delle modalità di vendita e dei tempi di consegna.
Nella ridotta quota di italiani che scelgono di comprare online, prevalgono gli acquisti di articoli per la persona e complementi di arredo. Perché si risparmia e li consegnano a casa.
Cna Viterbo
