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La propaganda fascista nel libro di Claudio Masilio

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I protagonisti del dibattito

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Il pubblico

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Riceviamo e pubblichiamo – “Muri in camicia nera” conquista il pubblico viterbese.

Nell’accogliente sala della libreria dei Salici di Viterbo ieri pomeriggio si è tenuta la presentazione del libro di Claudio Marsilio “Muri in camicia nera”, organizzata dall’associazione Alta marea, che ripercorre e approfondisce la propaganda murale del regime fascista, soffermandosi in particolare sulle tracce ancora visibili nei paesi dell’Abruzzo.

A moderare e introdurre il dibattito è stato il giornalista Maurizio Makovec che ha presentato al pubblico l’autore invitandolo a spiegare i motivi che lo hanno spinto a intraprendere questa ricerca di settore.

“L’idea del libro – ha spiegato Marsilio – nasce in parte da una motivazione personale e biografica e in parte da un’esigenza professionale. Il mio studio della propaganda murale del Ventennio si focalizza infatti sui resti, visibili e non, della regione Abruzzo, mia terra d’origine e patria dei mie avi. A questo si è aggiunta poi la voglia di approfondire ciò che quotidianamente avevo sotto gli occhi svolgendo la professione di architetto”.

Un lavoro simile a quello affrontato da Marsilio in “Muri in camicia nera” era stato fatto, ormai molti anni fa, anche da Antonello Ricci che si è però soffermato sulle testimonianze murali nella Tuscia.

“Claudio Marsilio mi contattò per un confronto prima di terminare il libro – racconta Ricci –. Anche io, infatti, avevo trattato il tema in questione ripercorrendo la genesi della propaganda murale del regime fascista nella Provincia di Viterbo. Uno studio che mi permise di venire a contatto con la cultura popolare dell’epoca scoprendo tratti nascosti della mia terra d’origine e dei sui abitanti di alcuni decenni fa”.

Infine è intervenuto il direttore del quotidiano Tusciaweb Carlo Galeotti, anche lui studioso e appassionato del periodo fascista che si è invece focalizzato sulle motivazioni filosofiche e ideologiche che erano alla base della ricerca del consenso fascista e che venivano quindi utilizzate per pianificare dagli esperti dell’epoca una propaganda puntuale e precisa che si serviva, appunto, anche delle affissioni murali.

Associazione Alta Marea


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