![]() Il lago di Vico |
Riceviamo e pubblichiamo – Nell’udienza che si è celebrata lo scorso 7 dicembre dinanzi il giudice per la indagini preliminari del Tribunale di Viterbo per dare inizio alla perizia sulle condizioni di inquinamento del lago di Vico, il coordinamento provinciale di Legambiente, con la nostra difesa, ha spiegato l’intervento ai sensi del codice di procedura penale, al fine di partecipare, unitamente ad altre associazioni e comitati, quale ente esponenziale che si dedica alla tutela dell’integrità ambientale.
Il coordinamento di Legambiente, infatti, ritiene che l’ecosistema del lago di Vico abbia importanza incomparabile per le popolazioni tanto del bacino, che dell’intera provincia, fino ad essere un patrimonio della intera collettività nazionale.
La partecipazione dell’associazione a una perizia giudiziaria che avrà ad oggetto l’identificazione degli inquinanti presenti nel lago è, prima che un diritto, un dovere in considerazione della circostanza che è esattamente finalità principale dell’associazione l’affermazione del principio, ideale, a livello culturale, perché divenga poi giuridico, che lo sviluppo produttivo deve coniugarsi sempre con il rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.
Si tratta, perciò, non di contrapporre agricoltura ad ambiente (contrapposizione che, semmai, penalizzerebbe definitivamente l’agricoltura, essendo certo che le popolazioni di quel bacino non possono vivere accanto a un lago inquinato), ma di far divenire egemone l’idea che la qualità dei prodotti, e nel lungo periodo la redditività della produzione, hanno soltanto da guadagnare da un ecosistema lacustre che torni ad essere oligotrofico (simile ai laghi alpini, una meraviglia che il lago di Vico era ancora venti anni addietro).
Massimo Pistilli
Avvocato
Pieranna Falasca
Legambiente – Coordinamento provinciale Viterbo
