Riceviamo e pubblichiamo – A proposito della visita a Vetralla di ieri mattina dell’inviato di Striscia la notizia Jimmy Ghione, da me e da altri cittadini vetrallesi sollecitata, vorrei replicare a quanto dichiarato dal sindaco di Vetralla.
Innanzitutto invito tutti a vedere il servizio che andrà in onda nei prossimi giorni per rendersi conto di come stanno le cose. Intanto, la dichiarazione di Aquilani secondo cui: “purtroppo il progetto, tra l’altro finanziato con fondi dell’Unione europea, che prevedeva l’installazione delle isole ecologiche ha funzionato solo in parte. Quelle a cielo aperto installate nei quartieri periferici non hanno dato alcun problema. Le altre, quelle interrate nel centro storico, non hanno dato i risultati sperati” non è vera, in quanto quelle interrate (le Gaia, su cui verte il servizio di Striscia la notizia), non sono mai state messe in funzione per la grave inadempienza dell’amministrazione comunale vetrallese dalla quale Aquilani non si è mai assentato negli ultimi venti anni (e i risultati si vedono in tutti i campi): perciò come si fa a dire che hanno dato problemi o non hanno dato i risultati sperati, se non ci hanno neanche provato a farle funzionare?
E’ vero che la ditta che le ha installate è fallita ma è stata assorbita da un’altra ditta che ha garantito la continuità produttiva di installazione ed assistenza. Tanto è vero che lo scorso anno sono venuti, in quanto chiamati dal commissario prefettizio, per attivare le Gaia ma poi non se ne è fatto niente perché gli anni di fermo senza corrente hanno provocato dei danni che dovevano essere riparati a spese del Comune di Vetralla.
Le Gaia, prodotte e installate, chiavi in mano, dalla società Imanpack di Schio in provincia di Vicenza, sarebbero stata un’ottima opportunità per Vetralla, come lo sono state per molti comuni italiani e non (da Alcamo in provincia di Trapani a Bardonecchia in provincia di Torino, a Bolzano e Trento per citarne alcuni). Purtroppo, il fattore umano vetrallese ha compiuto il disastro anche questa volta.
Il costo delle nove postazioni Gaia installate nel comune di Vetralla è stato di circa un milione e centomila euro (nel prezzo erano compresi anche i cassonetti tradizionali per la differenziata) di cui circa un milione lo ha messo l’Unione Europea e poco più di centomila euro li ha messi il Comune di Vetralla (cioè noi come anche il milione dato che facciamo parte dell’Ue).
Non sono entrate mai in funzione per l’incuria dell’amministrazione comunale che doveva fare accordi e contratti a costo zero (e anche guadagnandoci con la vendita dei materiali recuperati) con le ditte che avrebbero dovuto provvedere al ritiro. E’ evidente che alle macchine da ferme non è mai stata fatta la manutenzione e più di una volta, per mancanza della corrente, si sono allagate con danni alle parti elettriche ed elettroniche (le macchine, in funzione, hanno pompe per l’acqua, allarme, ventilatori, deumidificatore: insomma ogni difesa per evitare danni).
Per cui al momento per funzionare dovrebbero prima essere riparate. Invece, tra poco l’Ue, quando verrà a sapere dello spreco, potrebbe chiedere indietro i soldi erogati ma non andati a buon fine dato che Aquilani ha incautamente dichiarato all’inviato di Striscia la notizia che intende addirittura rimuoverle entro la prossima estate.
Se Aquilani vuol replicare, sarebbe bene che lo facesse documenti alla mano, come si conviene al buon amministratore.
Luciano Segatori
