– “Una situazione drammatica e un governo che ha tagliato dove non doveva”.
Il sindaco di Villa San Giovanni in Tuscia, Mario Giulianelli, non nasconde la preoccupazione. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti e i tagli della spending review costringono a una lotta quotidiana.
“La situazione è drammatica – esordisce il primo cittadino -. Le risorse sono sempre meno e i bilanci ridotti all’osso. Le amministrazioni devono comunque farli quadrare e spesso gli oneri ricadono sulla popolazione“.
Ecco perché è stato necessario intervenire sulle tasse. “Per l’Imu abbiamo applicato l’aliquota minima al 4 per mille per la prima casa, mentre per le seconde e gli altri immobili, abbiamo deciso di applicare il 9,8”.
Provvedimenti, che per il sindaco, sono stati inevitabili. “Siamo costretti a chiedere di più alla popolazione perché a sua volta lo Stato ci toglie le risorse di continuo. La gente è arrabbiata, ma non possiamo fare diversamente”.
La forbice della spending review ha ridotto il bilancio del 20 per cento. Il Comune quindi ha dovuto rimediare. “Abbiamo aumentato l’Irpef, però per i rifiuti solidi urbani abbiamo avviato la raccolta differenziata porta a porta, senza toccare la tariffa. Anzi, per i cittadini che hanno aderito al compostaggio domestico abbiamo addirittura ridotto del 20 per cento la Tarsu.
Abbiamo grossi problemi per far quadrare il capitolo del servizio idrico integrato dato che i costi sono molto elevati. E’ stato necessario fare degli aggiustamenti sulla tariffa rimodulando le fasce. E’ aumentata la depurazione per le spese della stazione di sollevamento. In pratica – spiega il sindaco – ci troviamo in cima a un versante e metà paese sversa direttamente al depuratore, mentre l’altra lo fa nella stazione di sollevamento che rimpompa al depuratore unico. Le pompe quindi sono attaccate giorno e notte con consumi enormi di corrente. Un’altra spesa è quella per l’illuminazione pubblica ed è per questo che vogliamo rimediare con impianti fotovoltaici”.
I servizi essenziali sono comunque garantiti visto che le richieste di aiuto aumentano quotidianamente. “La gente ha sempre più bisogno. C’è una processione di persone che chiede sussidi. Purtroppo però abbiamo le mani legate e non possiamo fare più di tanto”.
Pochi spiragli anche per l’imprenditoria e l’agricoltura. “Le aziende sono messe male perché non c’è lavoro – dice Giulianelli -. Con l’edilizia ferma, si fermano tutte le attività collaterali. Le imprese locali sopravvivono e lo stesso vale per quelle che collaborano con l’amministrazione e che hanno vinto degli appalti. L’agricoltura invece va avanti con la coltivazione delle olive e la produzione di olio. Sul territorio ci sono per lo più piccole aziende private che raccolgono a uso personale e due frantoi che lavorano, anche se le quantità si sono ridotte. E’ un momentaccio“.
Giulianelli ha chiara la ricetta da applicare. “La nostra unica ricchezza è l’ambiente. Sono tante le iniziative in cantiere, tra cui la realizzazione di impianti fotovoltaici e quella di un campo da golf pubblico per i prati nel centro abitato. Stiamo anche progettando un centro polifunzionale per le persone anziane che potrebbe trasformarsi in un centro anziani, creando quindi posti di lavoro”.
Con la valorizzazione dell’ambiente, per il sindaco, ci saranno risvolti positivi anche per il turismo. “Sempre più visitatori vengono nelle nostre terre e sono interessati all’acquisto di case nel centro storico attratti dalla pace delle nostre zone. Valorizzeremo le tre necropoli etrusche e i reperti romani del centro storico, veri valori aggiunti per il paese“.
L’economia, per Giulianelli, deve tornare a crescere subito e il governo deve cambiare strategia. “Monti sbaglia a risanare solo la finanza per far quadrare i grossi numeri e il bilancio dello stato. Noi, amministrazioni locali, infatti viviamo di piccole cifre. L’esecutivo dunque deve da un lato potenziare gli aiuti alle famiglie e dall’altro quelli alle imprese. L’economia reale langue, non ci sono risorse e la gente non ha più soldi da spendere“.
Di soluzioni per il sindaco ce ne sarebbero tante. “Prima di aumentare le tasse, bisognerebbe ridurre effettivamente la spesa pubblica e invece il debito pubblico non fa che crescere. I veri sprechi non sono nei piccoli comuni o nelle province, ma altrove. Sono le Regioni che per me rappresentano solo giungle burocratiche e pozzi senza fondo”.
Il taglio degli consiglieri comunali per il sindaco è stato un passo falso che si poteva evitare. “Il governo ha tagliato dove non doveva. Ridurre a sei i consiglieri comunali ha provocato una perdita di manodopera a fronte di un risparmio irrisorio di circa 300 euro all’anno. Spesso infatti gli amministratori svolgono lavori d’ufficio che il personale non riesce a fare. Ci hanno tolto una risorsa“.
Paola Pierdomenico
