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Maxi bancarotta fraudolenta, quattro condanne

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Processo Edilmarket, condannati in quattro.

Si è concluso con quattro condanne su sei il maxi processo per il crac della società Edil Market, gestore dell’acquedotto a Marina Velka.

Bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione l’accusa per gli imputati, tutti amministratori, soci o dipendenti della Edil Market e delle società collegate (Sogeca, Smartre, Edil Market 2). Circa due milioni di euro la somma complessivamente distratta, secondo la pubblica accusa.

La sentenza è arrivata ieri pomeriggio, dopo otto anni di processo e due ore di camera di consiglio. I giudici del tribunale di Viterbo hanno comminato la pena più alta a Mauro Sacconi, amministratore di fatto di Edilmarket: sei anni di reclusione, contro i nove chiesti dal pm Franco Pacifici. Quattro anni e quattro anni e mezzo ai legali rappresentanti delle società Smartre e Sogeca, Sandro Rossi e Fabio Galanti. Tre anni e mezzo a Giovanna Trapè, moglie di Sacconi e socio di Edil Market. Non luogo a procedere per il ragioniere di Edil Market Mario Grani, per intervenuta prescrizione. Assolta con formula piena la moglie Sabrina Spolverini.

Interdizione dai pubblici uffici perpetua per Sacconi. Stessa misura, ma solo per cinque anni, per Rossi, Galanti e Trapè. Riconosciuta una provvisionale da 50mila euro alla curatela fallimentare.

Una vicenda lunga e travagliata, quella del fallimento Edil Market. Le prime denunce arrivano nel ’96. Il crac è datato ’98 e il processo parte nel 2004. 13mila pagine di atti e 45 udienze in otto anni, culminate nella sentenza emessa ieri dal collegio presieduto da Italo Ernesto Centaro (giudici a latere Maria Inzitari e Salvatore Fanti).

Gli avvocati aspettano di leggere le motivazioni, che arriveranno entro i prossimi novanta giorni.


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