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Riceviamo e pubblichiamo – All’atto dell’approvazione delle candidature per le primarie regionali e parlamentari, il presidente della commissione di garanzia provinciale Angeletti si è così espresso: “Abbiamo verificato firma per firma, tutte le richieste, le firme ci sono e sono regolari (…). Top secret sui numeri. Non dirò quale candidato ha ottenuto più firme e quale meno, nemmeno nei verbali c’è traccia. Non devono esserci divisioni, si parte tutti dallo stesso punto”.
Poche ore dopo appare un comunicato in cui Alessandro Mazzoli sbandiera ai quattro venti di aver raccolto 400 firme. Affinché ci sia una reale competizione basata sulla forza delle idee e non degli apparati è indispensabile che a tutti i candidati vangano offerte pari chance.
Il fattore tempo è determinante e lo è ancor di più per i candidati meno noti. In queste primarie il tempo è risicatissimo. E l’equità dei punti di partenza è quanto aveva inteso indicare il presidente della commissione di garanzia nel non divulgare il numero delle firme raccolte a sostegno di ciascun candidato, tanto più che tali firme non sono certo questione dirimente ai fini dell’esito elettorale, poiché esse sono state messe insieme, come da regolamento, solo tra i tesserati, mentre le primarie saranno aperte anche ai non tesserati.
Inoltre di firme ne occorrevano 120, per cui è probabile che gli altri candidati si siano fermati al numero necessario, non sentendo la necessità dell’ostentazione. Non si capisce, quindi, l’esibizione muscolare del candidato Mazzoli, cui certo non manca visibilità per i suoi trascorsi politici.
Una caduta di stile che danneggia il percorso, seppur brevissimo, di queste primarie ed è una mancanza di rispetto verso l’organismo commissione di garanzia ed il suo presidente, che in merito aveva dato precise ed inequivocabili indicazioni. Buone primarie a tutti.
Rossella De Paola
Componente della direzione regionale del Pd
