Riceviamo e pubblichiamo – Nessun euro dei servizi sociali è stato mai “buttato”. Sulla non autosufficienza sono appena terminate le attente e doverose valutazioni domiciliari sociali e della Ausl ed è già partita la procedura di liquidazione. Sulla questione dei progetti per la tossicodipendenza la Regione, cambiando i criteri di progettazione, spesa e rendicontazione per il 2012, ha chiesto di definire il fondo di riprogrammazione che, naturalmente, non potrà che essere confermato.
A seguito dei proclami elettorali annunciati ieri mattina presso la locale sede del Pd dal consigliere Fabrizio Fersini, intendo prima di tutto esprimere un apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni dall’assessore Daniele Sabatini e dal dirigente Alfredo Fioramanti. In una fase economica così delicata si sono infatti impegnati, ognuno nel proprio ruolo, per garantire i dovuti livelli di assistenza e di servizio sociale alle fasce più fragili della popolazione.
Di contro, ritengo deprecabile la convocazione di associazioni di volontariato in una sede di partito, con il tentativo di strumentalizzare le stesse realtà associative, impegnate quotidianamente a fianco dei più deboli, in polemiche sterili e non suffragate da una profonda conoscenza delle procedure amministrative e contabili.
Il consigliere Fersini, Cicero pro domo sua, da una riunione di oltre tre ore della commissione consiliare e da una cospicua documentazione visionata, ha strumentalmente recepito soltanto una piccola parte della stessa, interpretandola a suo uso e consumo.
A inizio seduta è stato intanto chiarito che i dati riepilogativi consegnati scaturivano da dieci anni di piani di zona e che l’impostazione regionale è radicalmente cambiata in data 31 dicembre 2011 con importanti modifiche a livello contabile e finanziario.
Il meccanismo regionale dei finanziamenti attuato dal 2001 al 2011, infatti, non vedeva coincidere l’esercizio finanziario con l’anno di programmazione dei servizi socio assistenziali, costringendo il Comune a onerose anticipazioni di cassa in presenza di ritardi della stessa Regione nell’erogazione dei fondi.
Tale impostazione generava di per sé residui, economie e in genere risorse riutilizzate nelle programmazioni successive.
La Regione, quindi, e non certo solo per Viterbo, bensì per tutti i comuni del Lazio, ha chiesto di individuare alla predetta data del 31 dicembre 2011 le “obbligazioni giuridicamente rilevanti”, nell’intesa che le somme non aventi uno specifico creditore e/o fornitore di servizi, venissero riutilizzate per le progettualità degli anni futuri.
Forse il consigliere Fersini non si è mai chiesto se le risorse di cui va parlando siano state realmente erogate dalla Regione Lazio. Difficile, pertanto, individuare le “obbligazioni giuridicamente rilevanti” che la Regione richiedeva non al Comune di Viterbo, pare doveroso ribadirlo, ma tutti i 55 distretti socio-sanitari e a tutti i 378 comuni del Lazio per l’intera rete dei servizi previsti dal piano di zona.
Conseguentemente, appare opportuno evidenziare come tale quadro amministrativo e contabile riguardi l’intero Distretto VT/3 e, quindi, Viterbo e i comuni di Bassano in Teverina, Bomarzo, Canepina, Celleno, Orte, Soriano nel Cimino e Vitorchiano.
Ciò che impropriamente il consigliere definisce “relazioni e verbali, conferenze di servizi, eccetera,” si chiamano in realtà “accordo di programma e assemblea dei sindaci del distretto”.
Al di là della nomenclatura, si tratta dello strumento e dell’organo deputato ad assumere decisioni e a gestire i piani di zona. Tutto ciò avvalorato dalla presenza della Ausl all’interno dell’assemblea dei sindaci, nei competenti livelli dirigenziali.
Per quanto riguarda in particolare la “Non autosufficienza”, è stato chiarito che si tratta di un’attività svolta in équipe con la Ausl e che non si tratta di somme delle quali il Comune di Viterbo ha la piena disponibilità.
L’utilizzo di tali somme risponde a precise procedure a prevalente carattere sanitario e comporta l’effettuazione di centinaia di visite domiciliari e di riunioni delle apposite commissioni integrate per la verifica dei requisiti.
Negli ultimi tempi sono emersi in tutta Italia casi di soggetti che beneficiavano di sussidi di cui non avevano diritto. La delicatezza delle situazioni trattate e la particolare fase economica e sociale impongono serietà e attenzione nelle singole valutazioni.
Sempre con riferimento alla “Non autosufficienza”, ricordo che l’amministrazione comunale nell’anno 2010/2011 si è attivata per sbloccare i fondi e le procedure che da tempo erano ferme, mentre per le future annualità ha già individuato un sistema più rapido e snello e, di conseguenza, più compatibile con le esigenze dei cittadini. Procedure che hanno avuto un riscontro favorevole e da parte della Ausl e da parte dei sindaci degli otto comuni del Distretto sociosanitario VT/3 che si sono ufficialmente pronunciati in tal senso.
Per quanto concerne il disagio psicofisico dei cittadini, l’amministrazione si adopera, con notevole e dovuto dispendio di risorse per l’assistenza domiciliare, per i ricoveri in rsa, sia in regime residenziale, che semi, che riabilitativo.
Un quadro quindi completo a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione che sembra del tutto sfuggito al consigliere Fersini, la cui disamina, oltre ad essere errata e parziale, sconfina anche in ingiustificati e immotivati attacchi a carattere personale, del tutto fuori luogo e che sminuiscono il suo stesso lavoro, non corretto ma comunque meritevole d’attenzione.
Colgo anche un pizzico di strumentale e apparente disinformazione, non brillando per buona fede, laddove il consigliere rimprovera l’amministrazione per non aver totalmente impiegato le risorse destinate dalla Regione Lazio per il funzionamento dell’ufficio di piano.
Non avendo la possibilità di poter stampare moneta e non essendo le risorse per il personale scollegate da quelle relative ai servizi, è evidente che il mantenimento di costi bassi per le risorse umane sblocchi somme da spendere a favore dei progetti e dei servizi per i più deboli. Perché il consigliere Fersini vuole ulteriormente “cercare nella pianta organica del comune dipendenti con figure professionali adeguate” da pagare con i soldi del piano di zona? Non vorrà mica aumentare lo stipendio di qualche dipendente tagliando risorse ai servizi?
Appare infine opportuno evidenziare come tutte le rendicontazioni relative ai piani di zona inoltrate alla Regione Lazio abbiano sempre ottenuto tutte le approvazioni di legge, anche con riferimento al podere Case Rosse che per una norma approvata dalla giunta Marrazzo è tornata nella disponibilità patrimoniale dell’ente regionale.
Comprendo il periodo pre elettorale che porta talvolta a estremizzare fatti e situazione, non ammetto però lo stravolgimento della realtà e dei risultati.
Mi risulta inoltre incoerente e anomalo il fatto che, mentre a livello nazionale il Pd richiami tutti al senso di responsabilità, in ambito locale, si speculi su forme di disagio e fragilità sociale.
Giulio Marini
Sindaco di Viterbo

