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Pasti a Belcolle, continuano i controlli della Asl

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L'ospedale di Belcolle

L'ospedale di Belcolle

Fortunato Mannino, Fisascat-Cisl

Fortunato Mannino, Cisl

(f.b.) – Pasti a Belcolle, continuano i controlli della Asl.

L’azienda sanitaria prosegue nelle verifiche sui cibi serviti ai pazienti dell’ospedale Belcolle e delle altre strutture sanitarie della provincia sui quali nei giorni scorsi sarebbero stati riscontrati problemi di conservazione.

Le cucine di Belcolle, infatti, non sono più in funzione già da qualche giorno e i pasti, per ora, arrivano precotti dalla sede di Pomezia della ditta Innova.

Intanto, stamattina, i sindacati, i vertici della Innova e la Asl, si sono incontrati in Prefettura per fare il punto della situazione e avviare un tavolo di concertazione con lo scopo di salvare i tredici dipendenti viterbesi della ditta dallo spettro della mobilità.

“E’ stato un incontro sereno e proficuo – commenta Fortunato Mannino (Cisl) -. Apprezzo l’interessamento del prefetto Scolamiero e mi pare ci sia anche una buona apertura dell’azienda a venirci incontro nonostante le difficoltà”.

Tutto parte dai tagli imposti alla sanità dalla spending review. “Quello che è emerso, senza troppi giri di parole – continua Mannino -, è che facendo i conti con i tagli ai finanziamenti ci sono 13 dipendenti di troppo. Per loro, quindi, si aprirebbe adesso la strada alla mobilità che, sostanzialmente, significherebbe la perdita del posto di lavoro. Tredici famiglie senza uno stipendio e un servizio alla cittadinanza di livello inferiore”.

L’azienda, comunque, sembra disponibile a una mediazione. “Considerando che a febbraio dovrebbe partire la gara della Asl per una nuova assegnazione – aggiunge Mannino – la nostra proposta è quella di mantenere questi stessi tredici dipendenti della Innova al lavoro nelle cucine di Viterbo. Nelle prossime settimane ci saranno altri incontri anche con la Regione in merito ai fondi che ci permetteranno di avere un quadro più preciso, finora però la Innova sembra disposta a fare il possibile”.

Infine un monito alla classe politica. “E’ necessario che chi decide tagli di questo tipo – conclude Mannino – si renda conto dei settori che va a colpire. Non si può fare la spending review sulla pelle dei lavoratori e, ancor peggio, sul settore della sanità che rischia di non garantire più un servizio di qualità ai pazienti. E’ giusto tagliare se è necessario, ma tagliare dove ci sono sprechi, non dove si intaccano settori vitali per la società”.


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