![]() Giuseppe Fioroni al voto |
– Fioroni sfoglia la margherita. Si candida a Viterbo per le primarie o sceglie di correre in un collegio più sicuro, tipo Puglia o Roma? Nelle ultime ore le quotazioni della Tuscia sono in forte calo ed è probabile che alla fine opterà per una destinazione fuori dai confini della sua provincia natale.
Il che confermerebbe voci secondo cui c’è chi all’interno del suo gruppo starebbe raccogliendo firme in bianco per le primarie. Un atto di fede.
Il candidato lo scriverebbero alla fine, nel caso in cui l’ex ministro le primarie decidesse di non disputarle a Viterbo. In quel caso, spazio a Federico Grattarola, sindaco di Vignanello. Malignità? Sì e no.
Ad averci messo la faccia sciogliendo ogni riserva è stato Alessandro Mazzoli, dicendo chiaramente di volersi candidare. E’ certo di raggiungere quelle duecento firme in tre circoli diversi da raccogliere per far parte delle primarie.
Mazzoli candidato in parlamento, mentre in regione ci riprova Enrico Panunzi. La scorsa volta non è riuscito nell’intento per un soffio. Stavolta potrebbe essere quella buona. Pare che a benedire la sua candidatura sarebbe stato Ugo Sposetti in persona (col quale corse pure la volta scorsa), dando vita al tandem con Mazzoli. Tu dai una mano a me e io do una mano a te… Un accordo coi baffi.
Anche Sandro Mancinelli è in corsa in zona renziani. Ma nel gruppo che fa riferimento al sindaco di Firenze, il consigliere provinciale di Civita Castellana, Alessandro Angelelli ha un certo seguito. C’è abbastanza forza da sostenere entrambi?
Luciano Dottarelli sembra avviato pure lui verso la candidatura, mentre aspetta tutti alla partenza, dove è già certa di un posto in lista, Donatella Ferranti. Forte del lavoro svolto in questa legislatura, per lei non dovrebbero esserci problemi per un posto nella lista del segretario Bersani.
In regione Alessandro Dinelli è della partita e pare che sulla stessa strada ci sia pure Lucia Catanesi, sindaco di Marta. Ma i nomi di possibili candidati sono molti. C’è pure l’ex sindaco di Faleria Pierluigi Bianchi.
Domenica la direzione provinciale del Pd li ufficializzerà. Se dovessero esserci più candidati rispetto a quelli previsti, serve una votazione qualificata per allargare la platea dei partecipanti. Altrimenti i candidati vanno in nomination. A scrutinio segreto si vota chi deve rimanere e chi no.
Ma probabilmente a Viterbo non sarà necessario arrivare a scremature.
Sulle schede gli elettori troveranno otto nomi per il parlamento, metà dei quali sono donne (tra cui Daniela Bizzarri, ma non Luisa Ciambella, che ha smentito candidature) e quattro per la regione.
Si possono votare due candidati, a patto che siano un uomo e una donna.
Urne aperte il 29 o 30 dicembre, nel Lazio più probabile la prima delle due date, ma la scelta definitiva è attesa per oggi. Si vota dalle otto alle 21 e può partecipare chi ha preso parte alle primarie di novembre, ma stavolta occorre dichiararsi elettori Pd.
Per questo e pure per il periodo di festa, tra i democratici nessuno si aspetta cifre record. A Viterbo città un migliaio di partecipanti sarebbe giù un successo.
Giuseppe Ferlicca
