![]() Walter Mancini |
– “Scendo in campo per il rinnovamento”.
Dopo le primarie di coalizione Italia Bene Comune, che hanno individuato in Pierluigi Bersani, il candidato premier del centr sinistra, la Tuscia si appresta a vivere altri momenti di coinvolgimento e partecipazione in virtù delle primarie per la scelta dei candidati parlamentari.
A partecipare per Sinistra ecologia e libertà, che terrà la propria consultazione il 29 dicembre, oltre Umberto Cinalli, anche Walter Mancini, 40enne, sposato, padre di due figli e a lungo dirigente di Rifondazione comunista a Viterbo.
Come nasce la sua candidatura?
“La motivazione nasce dall’esigenza di voler dare nuova rappresentanza al territorio della Tuscia – dice Mancini -. Una nuova rappresentanza che dia il senso della passione politica, della conoscenza del territorio e dei suoi problemi. La mia candidatura c’è anche in virtù del ricambio generazionale”.
Dopo la fatica organizzativa del 25 novembre e del 2 dicembre scorso, era necessario organizzare nuove consultazioni primarie?
“Si, è vero è stata una grande fatica ma anche più grande la soddisfazione. Finché la legge elettorale rimane questa, ossia il Porcellum, che dà diritto ai segretari di partito di nominare i parlamentari senza una vera elezione, la scelta delle primarie diventa obbligatoria per avere democrazia e partecipazione e permette di far scegliere ai cittadini, almeno quelli di centro sinistra, chi mettere a capo delle liste e portare in Parlamento”.
Alle primarie del 29 dicembre chi potrà votare?
“Hanno diritto di voto tutti gli elettori della coalizione di centrosinistra che hanno votato alle primarie per la scelta del candidato premier”.
Quali sono i problemi della Tuscia da portare in parlamento?
“Tre questioni: il lavoro e il rilancio dell’economia. Ormai nella nostra provincia il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile è ben al di sopra della media nazionale e europea. Quel poco lavoro che esiste è precario. E’ la prima questione da affrontare a partire dalla ormai annosa crisi del distretto ceramico di Civita Castellana che proprio nel nuovo anno vede l’esaurirsi degli ammortizzatori sociali e nessuna nuova possibilità di sviluppo e occupazione.
Vale lo stesso discorso per un altro settore trainante della nostra economia, l’edilizia in un anno i posti persi sono oltre 2500. Questi sono temi che andranno inseriti in una riflessione più ampia sul paese. Mi sento infine di segnalare altre due questioni: le infrastrutture e la questione ambientale intesa non solo come conservazione ma anche come valorizzazione e possibilità di nuova occupazione”.
