– Niente primarie per Giuseppe Fioroni. Né a Viterbo né a Messina. Ma un seggio sicuro per il parlamento.
A svelare l’arcano è stata Repubblica di domenica 23. Fioroni in effetti avrebbe chiesto in un primo momento di andare alle primarie a Messina o Viterbo, ma lo stesso Bersani, che in questo momento con Monti in campo non si può permettere di perdere pezzi di centro, gli ha chiesto di fare un passo indietro. Non per rottamarlo ma per candidarlo come capolista o nel listino. E quindi con un seggio sicuro in parlamento.
“Dalla segreteria – scrive Giovanna Casadio su Repubblica di domenica – spiegano che non intendono, metterlo da parte, né che lui stia pensando di andare con Riccardi: in questo momento di competizione con i centristi, il Pd ha bisogno dell’ala moderata e popolare. Quindi sarà recuperato come capolista o nel listino”.
Insomma Fioroni sarà uno dei pochi sicuri di tornare in parlamento. Al di là delle primarie. Come dire: prima la deroga, dopo tre legislature, ora la sicurezza di tornare in parlamento, vista l’importanza strategica che Fioroni ed i suoi hanno a livello nazionale nel Pd.
Dopo l’uscita di Pietro Ichino e dei popolari Benedetto Adragna, Lucio D’Ubaldo, Giampaolo Fogliardi e Flavio Pertoldi, che hanno scelto di scendere in campo insieme a Monti, l’abbandono di Fioroni sarebbe un fatto politicamente grave per Bersani. E sancirebbe che quello in atto non è un piccolo crollo ma una vera e propria frana con conseguenze non prevedibili. Particolare preoccupazione deve aver suscitato l’abbandono del Pd da parte di Lucio D’Ubaldo, considerato una sorta di fratello gemello politico di Fioroni.
