– Ha patteggiato quattordici mesi l’uomo che si piantò un chiodo in fronte per amore.
Arrestato a marzo per sequestro di persona, era accusato di aver tenuto segregata in casa la moglie, senza permetterle di uscire.
Ieri, l’udienza davanti al gup Francesco Rigato, che ha accolto l’istanza di patteggiamento avanzata dall’avvocato Marina Costaggini: quattordici mesi con la condizionale.
I guai del cittadino romeno, residente a Caprarola, cominciano a febbraio. Tornato dalla Romania per stare con la moglie, lei lo respinge. Per lui è un trauma: tenta il suicidio conficcandosi un chiodo nella fronte, con un sasso per martello. Si salva per miracolo: la punta di ferro penetra per almeno tre millimetri dentro la scatola cranica. L’uomo si presenta in quelle condizioni alla caserma dei carabinieri di Caprarola, che allertano subito i soccorsi. I medici del reparto di Neurochirurgia di Belcolle gli salvano la vita.
Già in quei giorni, sull’uomo pendeva un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per reati in ambito familiare.
Il secondo arresto arriva neanche un mese dopo: l’accusa è di aver tenuto chiusa in casa la moglie, sottraendole anche il cellulare. La donna è riuscita a scappare mentre il marito dormiva. Lo ha denunciato per sequestro di persona. Vicenda conclusasi ieri al tribunale di Viterbo.

