![]() La senatrice Laura Allegrini |
Riceviamo e pubblichiamo – Do ragione a Ugo Sposetti. Sicuramente ci sono voti, per Renzi alla primarie, che vengono dall’elettorato di destra.
E’ logico e comprensibile: il personaggio è accattivante e ammantato di nuovo, gli elettori del centrodestra soffrono, come tutti, la crisi e sono delusi innanzi tutto dal fatto che non abbiamo portato a compimento una legislatura e, soprattutto, dall’inerzia e dallo stallo nel quale ci siamo cacciati.
Intendo dire stallo politico. Ho apprezzato ciò che ha fatto il centrosinistra; le primarie lo hanno rivitalizzato. Non mi è sembrato, in verità, un dibattito molto forte sui contenuti ma lo scontro, anche solo correntizio o generazionale, li ha messi al centro del dibattito politico nazionale per mesi. Giornali e tv non hanno potuto occuparsi di altro. Noi ci stiamo ancora avvitando su cose delle quali alla gente non interessa nulla.
In questo momento non abbiamo nemmeno un partito in termini organizzativi, perché l’organizzazione ha stentato a decollare; forse non si è voluta fino in fondo dal centro. Ciononostante abbiamo ancora uno zoccolo duro e una fetta di elettorato che aspetta di vedere e sapere cosa facciamo e diciamo rispetto a Bersani ma, soprattutto, rispetto a Monti.
Le primarie sarebbero importanti anche per noi ma, certo, non si possono scimmiottare in dieci giorni quelle del Pd, che ha impiegato un anno a prepararle. Se non le primarie abbiamo comunque bisogno di una rifondazione organizzativa e di contenuti che parta dalla base.
Costituire la piramide del partito può far solo bene alla democrazia interna e garantire il centrodestra che non accada più ciò che è già capitato. Nei partiti in cui è fortissima la figura del leader basta colpire lui per colpire il sistema.
Può esserci un inciampo giudiziario, o un complotto giudiario, una campagna mediatica negativa, o qualsiasi fatto personale, per creare una crisi; tutti devono sapere, invece, che a fianco e dietro un grande leader c’è il numero 2, il 3, e così via.
Ma soprattutto valori, idee e programmi che resistono e che hanno comunque gambe. Gli italiani di centrodestra non possono sentirsi rapresentati né da Bersani, Vendola, né da Grillo, e neppure compiutamente da un centro sempre in bilico e né, riconosco, da un centrodestra se questo non parla più e non lascia intravedere la differenza, l’identità, insomma il motivo per il quale rinnovargli la fiducia.
Il fatto che domenica scorsa la voglia di centrodestra si sia espressa votando per Renzi, vuol dire che alle prossime elezioni politiche il centrodestra non parte battuto.
Senatrice Laura Allegrini
