– Da tre arresti per falso e ricettazione a un presunto giro di sfruttamento della prostituzione.
Qui sarebbero approdate le indagini dei carabinieri di Orte che, pochi giorni fa, hanno arrestato tre persone dopo averle trovate in possesso di un’ingente quantità di documenti falsi e fotocopiati.
La prima a incappare nelle maglie dei controlli dell’Arma è stata una 30enne keniota. I militari l’hanno fermata, chiedendole indirizzo e generalità. Lei ha spiegato di essere ospite di una coppia di conoscenti. La perquisizione si è estesa, quindi, all’abitazione dei due coniugi, entrambi quarantenni, lui della Tanzania, lei del Kenya.
La pila di documenti falsi era in casa. Arrestati, i tre hanno risposto ieri mattina alle domande del gip di Viterbo Franca Marinelli. La più giovane avrebbe riferito di essere stata costretta a prostituirsi. Non dalla coppia, ma da altri presunti aguzzini, che gli investigatori stanno cercando di rintracciare.
Se i racconti della 30enne trovassero riscontri, i responsabili dovrebbero rispondere di sfruttamento della prostituzione e, forse, anche del reato più grave di riduzione in schiavitù.
Per ora, i tre restano in cella. Decisione presa dal gip anche per proteggerli da eventuali ritorsioni esterne.
In assenza di qualcuno che potesse occuparsene, la figlia della coppia, di appena due anni, ha seguito la mamma al carcere femminile di Civitavecchia.
L’indagine continua.
