– Cappuccino e cornetto sono garantiti, a patto di fare qualche passo in più. Colazione al bar il giorno di Natale: a Viterbo si può fare, basta solo trovare un bar aperto.
Ce ne sono, ma non molti e tra questi, diversi rimangono con le saracinesche alzate soltanto la mattina. E’ Natale anche per baristi e camerieri.
Temperature miti e un sole, che seppure timidamente ha fatto la sua comparsa sulla città, hanno spinto molti viterbesi a uscire di casa e fare quattro passi.
In centro, meta obbligata il mercatino a piazza del Sacrario. Diverse le bancarelle aperte, quindi gli ultimi acquisti di dolci in pasticceria e poi di nuovo a casa.
Fra i patiti del panettone dell’ultim’ora, anche l’ex assessore Giovanni Arena. Entra nel locale a dieci secondi esatti dalla chiusura. Se dovesse ricandidarsi, purtroppo per lui ha perso almeno tre potenziali elettori: cassiera, barista e cameriere.
Dopo le tredici Viterbo torna di nuovo silenziosa e deserta, come la sera della vigilia. Stesso silenzio e stessa atmosfera di una giornata di neve. Unica differenza: le strade non imbiancate.
Negozi ovviamente chiusi, tranne qualche eccezione. La libreria dei Salici in via Cairoli ha deciso di rimanere aperta la mattina e la gente sembra apprezzare, poi poco altro.
Un negozio d’articoli per la casa gestito da cinesi, una pizzeria, ma pure in questo caso non gestita da italiani.
Trovare un ristorante aperto, altra missione impossibile. Natale con i tuoi non fa eccezione nemmeno a Viterbo. Eppure qualcosa c’è.
Su via San Lorenzo ai tavoli di una pizzeria ci sono i sopravvissuti del cenone della vigilia. Il giorno dopo, una pizza margherita disintossicante. Sembrano apprezzare. Ma sono un’eccezione. Il 25, pranzo in famiglia.
Una mamma su via Roma minaccia al cellulare non si sa bene quale tipo di ritorsione un parente se non scende immediatamente e si aggiunge al banchetto familiare. Eccolo, il vero spirito del Natale. Sii felice e se non lo sei, fai finta, senza rompere troppo.
E’ Natale e te ne accorgi. Di buon mattino un ragazzo gentile e dai modi affabili, a via Orologio Vecchio insulta un passante solo perché gli ha consigliato di togliere la macchina, sennò rischia di prendere la multa.
Voleva fare la sua buona azione natalizia. Mal gliene incolse. Pazienza.
Chi l’ha detto che a Natale siamo tutti più buoni? A Natale siamo gli stessi del 23 o del 27 dicembre. Altro che più buoni. Al massimo, solo un po’ più matti. E con la voglia di parcheggiare in divieto di sosta. Possibilmente di fronte al magazzino di babbo Natale, così non esce.
Tanto viene sempre con il regalo sbagliato. Va bene che conta il pensiero, ma perché ti arriva sempre quello sbagliato?
Giuseppe Ferlicca
