(e.s.) – Giorni decisivi per i lavoratori della Unopiù.
Venerdì 14 dicembre il consiglio d’amministrazione dell’azienda deciderà se accettare o meno le proposte riformulate dai sindacati, e accolte ieri dai lavoratori che in un’assemblea le hanno approvate con 171 voti favorevoli, su un totale di 176.
I dipendenti tornano quindi a chiedere all’azienda l’utilizzo degli ammortizzatori sociali almeno fino a dicembre 2013.
Cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per i reparti dove la crisi è maggiore, e contratto di solidarietà per i reparti in cui i lavoratori possono alternarsi.
“Sono proposte a costo zero per l’azienda- spiega Fortunato Mannino (Cisl) -. Inoltre, permetterebbero di arrivare a dicembre 2013 e monitorare il mercato per vedere se si creano le condizioni per un aumento del fatturato, che possa poi allontanare lo spettro della mobilità, o quanto meno ridurre il numero degli esuberi.
Auspico – conclude Mannino – che il cda accolga totalmente le nostre proposte. Si eviterebbe così, quella che si prefigura possa essere una macelleria sociale”.
“Le nostre proposte – spiega Carlo Proietti (Cgil) – mirano ad arrivare a dicembre 2013 senza stravolgimenti. In alcuni reaparti c’è effettivamente un esubero strutturale, ma di certo non è pari al numero di dipendenti per cui l’azienda aveva previsto la mobilità, che l’azienda ha già ridotto da 74 a 41, di cui 30 della sede di Soriano e i restanti 11 delle altri filiali italiane”.
“Se il consiglio d’amministrazione approvasse le nostre proposte – dice Elvira Fatiganti (Uil) -, raggiungeremmo un accordo quadro per cui si vedrebbero garantiti i posti di lavoro per il 2013. In un anno, poi, può succedere di tutto.
Se la crisi dovesse allentare la morsa – conclude Fatiganti – e vedessimo un aumento di fatturato, i cassa integrati sarebbero i primi a rientrare. Ciò significa rimanere agganciati all’azienda, al lavoro”.
La decisione che l’azienda prenderà nel cda del 14 sarà comunicata ai lavoratori martedì 18 dicembre.

