![]() Pierre Di Toro, presidente della Francigena |
– Una sportellata in faccia per nove lavorati.
Gli ex Autoservice impiegati al parcheggio del Sacrario e passati alle dipendenze di Francigena, stamani hanno trovato le sbarre abbassate e tutto serrato.
Anziché entrare in servizio, dovevano recarsi in sede e ritirare le lettere di licenziamento. E’ l’effetto della sentenza pronunciata dalla Corte d’appello di Roma.
Ieri sera alle 18 il consiglio d’amministrazione della società comunale ha dato seguito al provvedimento.
“Sono addolorato – è il commento a caldo del sindaco Giulio Marini – per i lavoratori, ma si tratta di eseguire una sentenza che ha ribaltato le volontà dell’amministrazione di poter dare un risultato ai dipendenti. Ha dato torto al Comune che li ha assunti”.
Adesso per i lavoratori c’è un ulteriore passaggio, una speranza che si chiama ricorso in Cassazione. Sconcertati i dipendenti che da stamani a inizio turno si sono recati sul posto, così come gli automobilisti. Ma al momento per il presidente Francigena Pierre di Toro, altre strade non era possibile percorrerle.
“I lavoratori – ricorda Di Toro – avevano chiesto la ricongiunzione retributiva all’Inps. Trattandosi di ottantamila euro, che sono comunque soldi pubblici, è stata chiesta una procedura d’urgenza alla Corte d’appello per chiarire la situazione.
Ci è stato risposto che i dipendenti non hanno titolo a rimanere in Francigena, dal momento che la sentenza dello scorso febbraio emessa dal tribunale di Viterbo, non condanna la società a riprenderli, perché è solo dichiarativa e non esecutiva.
In pratica è stato accertato che fino a oggi Francigena ha sbagliato a tenerli”.
Per Di Toro il passaggio del dispositivo che chiarisce è il seguente: “Non può darsi – si legge nella sentenza della Corte d’Appello – e nemmeno immaginarsi da parte di Francigena, l’esecutività o l’esecutorietà della sentenza di febbraio che non contenga alcuna situazione di condanna”.
Ovvero: “Ci dice in altre parole – precisa di Toro – che state facendo, non essendo stati condannati?”. Non era possibile arrivare a una transazione e chiudere la vicenda?
“Ai lavoratori – ricorda Di Toro – era sta proposta la stessa transazione che poi hanno sottoscritto i Cassaintegrati del Cev, ma hanno deciso diversamente, in modo legittimo, è chiaro, sono scelte”.
Preoccupati per i lavoratori anche i consiglieri Antonio Fracassini e Alvaro Ricci, stamani al parcheggio, per verificare la situazione.
“Ci lascia sconcertati – spiega Alvaro Ricci (Pd) – il fatto che non ne sapevamo nulla, ce lo hanno detto alcuni cittadini che volevano parcheggiare e non hanno trovato gli addetti, ma solo le casse automatiche. Al di la del merito, il metodo non mi pare il massimo”.
Sulla stessa linea Antonio Fracassini (Alleanza per l’Italia), presidente della commissione che si occupa del controllo analogo.
“Voglio capire l’urgenza dell’atto – osserva Fracassini – i lavoratori si potevano avvisare prima e notificargli l’atto, salvo che non si doveva agire diversamente”.
Proprio ieri c’era stata una riunione.
“Speriamo – concludono i due – che le misure dovute facciano riferimento a una sentenza che dà solo questa possibilità. Comunque mi auguro che la vicenda si possa risolvere a favore dell’amministrazione e di Francigena certamente, ma sopratutto dei lavoratori. Un auspicio e in tal senso lavoreremo”.
Giuseppe Ferlicca
