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“600 iscrizioni in meno nel settore dell’edilizia”

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Il segretario generale della Uil Giancarlo Turchetti

– “600 iscrizioni in meno nel settore dell’edilizia”.

Aumentano i licenziamenti e le richieste di disoccupazione. I posti di lavoro sono a rischio e le prospettive per il nuovo anno non sono rosee.

Nel tracciare un bilancio del 2012 Giancarlo Turchetti, segretario della Uil, chiede un’inversione di tendenza per riattivare le assunzioni e rilanciare l’economia nei diversi settori.

“Il quadro è negativo – afferma Turchetti -. Il 2012 è stato drammatico per le continue perdite di posti di lavoro. Non ci sono prospettive di sviluppo e i licenziamenti hanno indebolito lo stato sociale. La paura e la recessione stanno mandando in tilt tutto il mercato del lavoro“.

Anche la Tuscia ha scontato gli effetti della crisi. “Il pil della nostra provincia dipende dall’edilizia che è ferma, l’agricoltura soffre e il polo del distretto ceramico è in difficoltà con l’80 per cento dei lavoratori in cassa integrazione e mobilità. Lo stallo nel settore delle costruzioni ha creato grossi danni all’economia viterbese con una significativa contrazione dei consumi“.

Il numero dei licenziamenti è allarmante. “Nell’ultimo semestre ci sono state 600 iscrizioni in meno nel settore dell’edilizia, seicento persone quindi hanno perso il posto di lavoro.Quest’anno come ufficio di patronato abbiamo quadruplicato le domande di disoccupazione”.

Una situazione difficile in cui, per Turchetti, la politica ha avuto le maggiori responsabilità. “Il governo ha sbagliato a non ascoltare le proposte dei sindacati – commenta -. Non è stata attuata una vera riforma fiscale che la Uil porta avanti da anni e che poi è diventata un cavallo di battaglia anche delle altre organizzazioni sindacali. Vogliamo la riduzione delle tasse sui lavoratori e i pensionati, perché sono loro i veri consumatori che mandano avanti l’economia basata sugli scambi interni che se vengono abbattuti la mandano in default“.

Semplice per Turchetti la formula da applicare. “Serve ridurre le tasse sui dipendenti e i lavoratori e poi dare incentivi alle imprese affinché possano promuovere l’occupazione. In questo la Germania ha anticipato i tempi e sono otto anni che ha adottato queste politiche. Lì ora la situazione economica non è così critica”.

Una, per il segretario della Uil, la colpa dei governi locali. “L’assenza – dice -. Non hanno mai preso in mano la situazione. La nostra economia si basa sull’edilizia, ma a oggi non sono state attivate misure come l’housing sociale o le facilitazioni al credito. Anche la Superstrada è rimasta ferma. Stanno distruggendo uno dei pilastri della nostra democrazia e cioè la sanità. I trasporti non funzionano e la scuola va male. Un governo forte invece poteva agire diversamente”.

Le prospettive non sono rosee. “I dati nazionali sono negativi. Gli studi della Uil rilevano che il prossimo anno si perderanno mille posti di lavoro al giorno. Senza un’inversione di tendenza a livello centrale le cose non potranno che peggiorare. La gente ha paura a spendere e si muove coi piedi di piombo. Non c’è un piano né un progetto di sviluppo”.

Per Turchetti è necessario agire subito. “Mi auguro che i dati sull’occupazione siano smentiti e spero che il nuovo governo si impegni a rilanciare l’economia destinando le risorse al mercato del lavoro. Bisogna riattivare le assunzioni alleggerendo tasse e contributi. Poi bisogna sbloccare i pagamenti. A Viterbo per esempio sono aumentati i debiti delle aziende verso le pubbliche amministrazioni che non pagano. I debiti quindi portano le strutture al collasso e le fanno chiudere. Un rischio da scongiurare”.

Paola Pierdomenico


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