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Anpi: “Mai pensare orrori non possano ripetersi”

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Riceviamo e pubblichiamo – “Quando nel 1938 furono promulgate le leggi razziali in Italia, nessuno se lo sarebbe mai aspettato“. Così ricordava il tragico evento il nostro compianto presidente Renato Busich, intellettuale ed antifascista viterbese.

Mai pensare che gli orrori del passato non possano più ripetersi, mai pensare che la caduta dei regimi nazifascisti implichi la cancellazione dell’ideologia razzista e disumana che essi sostenevano. Basterebbe guardare ai movimenti xenofobi e di estrema destra ormai parlamentari in Europa, come in Grecia ed Ungheria, o alle vicende di Casapound a Napoli, per capire la gravità della situazione.

Quando magari tra cinquant’anni le immagini ed i ricordi del fascismo saranno considerati solo vecchi arnesi, il razzismo, l’odio per la diversità, l’intolleranza verso le organizzazioni frutto della democrazia, come partiti e sindacati, saranno comunque tristemente presenti nella società.

Questo perché in Europa la scuola, le famiglie, gli stati, hanno troppo poco contribuito alla formazione dei nuovi cittadini, consentendo lo sviluppo di sacche di neofascisti che purtroppo rimarranno tali per gli anni a venire. Ecco dunque l’importanza di essere antifascisti oggi, da cui deriva il ruolo dell’Anpi.

In questo quadro, a darci purtroppo ragione, le dichiarazioni odierne del leader di quello che ad oggi è il secondo partito italiano, per cui, se non fosse stato per l’errore delle leggi razziali, “per tanti altri versi Mussolini fece bene”.

Queste vergognose dichiarazioni sono state imposte dal servizio pubblico a tutti gli ascoltatori (quindi anche agli abbonati Rai) e, cosa ancor più grave, proprio nella Giornata della memoria in ricordo della tragedia della Shoah. Avrebbero dovuto essere censurate ed invece la televisione pubblica ha permesso ad un politico di offendere tutti i cittadini italiani e stranieri che in quel momento ascoltavano il Tg.

Verrebbe da chiedere a chi rilascia e, a questo punto, a chi condivide tali dichiarazioni, quali sarebbero le cose buone fatte dal Cavaliere (intendendo Mussolini), se non fosse questa una domanda ormai retorica, ma che per un numero significativo di persone è purtroppo ancora provocatoria.

Infatti tutti sanno, anche i neofascisti, della guerra d’Africa del 1935-36, dell’entrata in guerra contro gli Alleati e dell’invasione dei Balcani, con i crimini contro l’umanità commessi dal Fascismo: distruzioni, fucilazioni, torture, villaggi bruciati, all’estero, e in patria, nel 1943-45. Quasi nessuno nega che la cancellazione dei partiti, dei sindacati, le violenze contro tutti gli oppositori, e una legge elettorale analoga a quella attuale che contribuì a cancellare dal Parlamento le opposizioni, furono opera del Fascismo.

La cosa grave è che ad oggi molti pensano che quelle azioni non furono colpe ma politiche meritorie, almeno negli intenti. Ed ancor più grave è che il pensiero di costoro trovi affinità in alcuni politici più o meno importanti, che si sgolano a chiedere l’abolizione dei sindacati, dei partiti, o nel dichiarare la loro preoccupazione circa il peso dei sindacati nella scena politica, per poi sbrigarsi a dire che il fascismo non tornerà, per poi lottare per accaparrarsi quel premio di maggioranza voluto proprio dal fascismo nel 1923.

L’Anpi, Comitato Provinciale di Viterbo, condanna qualunque dichiarazione pubblica che salvi, anche in parte, le politiche del nazifascismo in ogni loro forma storica, prima e dopo il secondo conflitto mondiale; si appella a tutti i cittadini perché difendano ogni giorno la Democrazia e la Costituzione nate dalla Resistenza al Fascismo, perché questo, sotto qualsiasi forma, non torni al potere.

Giuliano Calisti
Vicepresidente Anpi Cp Viterbo


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