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Appalti truccati, si torna al Riesame

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La forestale fuori il Genio civile di Viterbo

Operazione Genio e sregolatezza, il blitz della forestale

La forestale al lavoro

L’appaltopoli viterbese torna al tribunale del Riesame.

E’ fissata al primo febbraio l’udienza per quattro arrestati di Genio e sregolatezza. La procura di Viterbo ha fatto appello contro la revoca dei domiciliari all’assessore di Graffignano Luciano Cardoni e degli imprenditori Angelo Anselmi, Marcello Rossi e Stefano Nicolai.

Tutti e quattro sono finiti in arresto in entrambi i blitz della forestale. Rossi, Nicolai e Cardoni sempre ai domiciliari. Anselmi, invece, è stato prima destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per poi ottenere i domiciliari alla seconda raffica di arresti.

Il gip di Viterbo Franca Marinelli ha liberato gli imprenditori e disposto l’obbligo di firma per Cardoni. Il tutto contro il parere dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, che hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al tribunale del Riesame.

E’ un passaggio meramente procedurale. Se anche il Riesame desse ragione alla procura, i quattro non tornerebbero ai domiciliari. C’è da scommettere che le difese ricorrerebbero in Cassazione. Passerebbero altri mesi e le esigenze cautelari perderebbero di attualità.

Gli altri nove arrestati, intanto, restano ai domiciliari. Solo il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi è ancora in carcere. L’inchiesta prende il nome proprio da lui e dalla sua qualifica. Sono Lanzi e la collega Gabriela Annesi a dare il nome all’inchiesta: secondo i pm, i due addetti all’ufficio gare del Genio civile avrebbero intascato tangenti in cambio dell’impegno a favorire un gruppo di imprese nell’aggiudicazione degli appalti in provincia. 26 le are finite sotto la lente della procura nel filone portante dell’inchiesta. Altre rientrano invece nel secondo filone, più recente e misterioso.

I pm hanno intenzione di chiudere almeno il primo con una richiesta di giudizio immediato che consentirebbe di risparmiare tempo e andare direttamente a giudizio. Su questo la parola spetta al gip. Così come sulle istanze di alleggerimento delle misure inoltrate in questi giorni da alcuni difensori. La decisione è attesa in giornata.


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