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Arsenico, Cangemi: “Zingaretti non sa di cosa parla”

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L'assessore regionale Giuseppe Cangemi

L'assessore regionale Giuseppe Cangemi

– “Zingaretti non sa di cosa sta parlando. L’emergenza potabilità delle acque nel Lazio è l’ennesimo pasticcio, al pari dei rifiuti, lasciato in eredità a questa regione dalla giunta di centrosinistra guidata prima da Marrazzo e poi da Montino”.

Lo dichiara l’assessore Enti locali e sicurezza, ambiente e sviluppo sostenibile, politiche dei rifiuti della Regione Lazio, Giuseppe Cangemi.

“Un triste primato – continua Cangemi –  come lo chiama Zingaretti, di cui il suo partito porta la firma: i suoi compagni che hanno governato il Lazio in cinque anni si sono comodamente adagiati sulle deroghe senza fare nulla per risolvere la problematica dell’arsenico, anzi hanno lasciato incancrenire in modo irresponsabile il problema.

Soltanto la Giunta Polverini – continua –  appena insediata ha deciso di rifiutare il gioco delle deroghe continue tanto in voga con le giunte rosso verdi di provincia e Regione e ha predisposto un piano di emergenza, avviando tutte le procedure necessarie con gli enti interessati e mettendo a disposizione i finanziamenti per procedere agli interventi per la potabilizzazione dell’acqua.

E ricordiamo a Zingaretti – prosegue Cangemi – che anche gli interventi nei comuni della provincia di Roma per la potabilizzazione sono stati possibili grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio. Gli investimenti di cui lamenta l’assenza ci sono stati e sono stati resi disponibili dall’amministrazione regionale guidata da Renata Polverini che in poco più di un anno e mezzo ha fatto più di quanto non sia stato capace il centrosinistra in cinque anni.

Per quanto riguarda la provincia di Viterbo, il territorio maggiormente interessato, per gli interventi di prima fase – spiega Cangemi -, quelli riguardanti le zone dove i livelli di arsenico hanno superato i 20 microgrammi/litro, la Regione ha dato completa copertura con fondi regionali, per circa 12 milioni di euro.

Lavori, in corso di esecuzione, che prevedono la realizzazione di 33 potabilizzatori in 16 Comuni e che sono stati già ultimati per il 40%, pari a 14 potabilizzatori, mentre i restanti 19 potabilizzatori entreranno in funzione entro il 30 aprile 2013.

Per gli interventi relativi alla fase 2 – prosegue – cioè quelli riguardanti le zone dove i livelli di arsenico sono compresi tra i 10 e i 20 microgrammi/litro, la Regione ha provveduto a garantire la completa copertura finanziaria per l’importo di 24 milioni di euro. Per questi interventi di II fase, che prevedono complessivamente la realizzazione di 49 potabilizzatori in 35 Comuni, si è conclusa la conferenza dei servizi per l’approvazione dei progetti.

Per i Comuni aderenti al Gestore unico dell’Ato1 Talete SpA, la struttura commissariale per l’emergenza arsenico provvederà direttamente all’appalto delle opere (27 potabilizzatori per 19 comuni). La gara infatti è stata già bandita e il 20 febbraio 2013 è prevista l’apertura delle offerte pervenute: l’aggiudicazione è prevista per la prima metà del mese di marzo 2013.

Per i Comuni non aderenti al Gestore unico dell’Ato1, che hanno deciso di procedere autonomamente con proprio progetto, è stato assicurato e confermato il finanziamento a copertura della spesa (22 potabilizzatori per 16 Comuni). Gli interventi di questi ultimi, già provvisti di progetto esecutivo e disponibilità delle aree, sono stati già avviati.

Questi sono i fatti frutto di un lavoro incessante in questi trenta mesi che colmano un gap e un vuoto amministrativo e programmatico ormai cronico da parte della sinistra, che Zingaretti si candida maldestramente a rappresentare.

Con le sue parole – conclude Cangemi – già si può comprendere che tipo di sciagurata amministrazione il candidato del Pd immagina”.


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