![]() Il capogruppo dell'Udc in Comune Paolo Barbieri |
Riceviamo e pubblichiamo – È ormai tragicamente nota la ricaduta sociale causata dall’emergenza arsenico, scattata il 1° gennaio 2013 con il divieto dell’uso alimentare dell’acqua. Viterbo e tutta la Provincia si sono trovate costrette a fare i conti con i disagi causati dai ritardi ingiustificati della pubblica amministrazione, che da tempo avrebbe dovuto provvedere alla realizzazione di impianti di dearsenificazione e potabilizzazione dell’acqua.
Per questi motivi e per la reale e contingente necessità di tutti i privati (si pensi ai gestori di bar, ristoranti, alberghi e, in generale, tutti gli imprenditori operanti nel settore agroalimentare e alberghiero) costretti dall’attuale situazione a provvedere autonomamente all’installazione di un impianto di dearsenificazione – pena il rischio chiusura, oltre a sanzioni pari a migliaia di euro – l’Udc ha dato via ad azioni legali d’urgenza.
Certi del fatto che un problema sociale di tale portata fa emergere e sottolinea precise responsabilità sulle quali è doveroso fare piena luce; omissioni e inadempienze non possono e non devono ricadere sulle spalle dei cittadini e degli imprenditori che, piuttosto, devono essere messi nella condizione di esercitare il loro diritto, costituzionalmente garantito, di accesso all’acqua potabile.
Posto che rimane auspicabile una riduzione considerevole delle bollette, si è resa moralmente doverosa un’azione legale urgente mirata a individuare le responsabilità dell’attuale situazione d’emergenza e al risarcimento dei danni causati dall’inerzia dell’amministrazione a tutte quelle realtà, come quelle imprenditoriali, che rischiano di soccombere per l’impossibilità di farsi carico della spesa degli impianti di dearsenificazione.
L’iniziativa è naturalmente aperta a tutta la cittadinanza, oltre che agli imprenditori.
Paolo Barbieri
capogruppo Udc al Comune di Viterbo
Roberto Talotta
per il Dipartimento Sanità Udc
